ISPIRAZIONE
Uno dei tanti modi attraverso cui può manifestarsi un'ispirazione è il sogno. E più la notte è agitata, più il sogno è articolato, più l'ispirazione è forte
Io lavoro nel campo. Dovrei essere il primo a crederci, a compiacermi, a sponsorizzarlo.
E invece quando sento parlare di “cervello elettronico”, di “intelligenza artificiale” non riesco a far altro che sorridere; quel sorriso che poi non è altro che disprezzo.
Più lavoro con i computer e più mi rendo conto che niente e nessuno può anche solo rasentare le funzionalità e le potenzialità del cervello umano.
La sua capacità, non solo qualitativa ma anche quantitativa; la sua flessibilità nel passare in una frazione di secondo da un pensiero triste ad una barzelletta; la sua capacità procedurale che gli fa dirigere varie attività corporali contemporaneamente; la sua capacità associativa che gli permette di saltare da pensiero a pensiero senza che ci sia quasi connessione logica; e infine la sua autonomia, si la sua autonomia, la sua capacità di lavorare senza un controllo oggettivo.
Ed è proprio dalla sua autonomia che derivano le idee, le intuizioni, le correlazioni logiche, i sogni.
Ma tutto ciò non è generato dal nulla. Nulla si crea! Tutto cambia!
Tu sei tranquillamente seduto a sorseggiare una bibita ed ecco che un suono, una voce in mezzo a tante in qualche modo viene prediletta ed è selezionata e registrata. Tu non sei neanche consapevole ma un meccanismo arcano e a volte perverso ha scelto di relegare, per chi sa quale motivo, quel suono in un recesso della tua memoria.
Anche quando cammini per strada, non te ne accorgi, ma alcuni volti, alcune scene, alcuni scorci vengono selezionati e catalogati, non sai come, non sai dove, non sai quando, non sai perché, ma succede.
Anche quando cerchi di rilassarti, a casa, con un giornale. Il frastuono che arriva dalla finestra, le chiacchiere di tua moglie, il parlottio della televisione, il baccano che fanno i figli non ti fanno concentrare nella lettura e sembra che niente ti resti di quello che hai letto, ma invece alcune notizie, alcune frasi, alcune parole vanno in qualche modo ad arricchire il tuo archivio segreto di memorie sconnesse.
Poi, una sera, vai a cena con gli amici. Si sa, quando si va a cena con gli amici, solo uomini, il menù è fisso e sempre lo stesso: spaghetti aglio e olio, pampanella e Montepulciano. (pampanella = carne di maiale cotta al forno con aglio e peperoncino quali unici condimenti, ricetta tipica di un paese del basso Molise )
Come al solito esageri in tutte e tre queste portate e vai a letto con una morsa che ti stringe la testa e un mattone di tufo sullo stomaco.
Durante il sonno, il cuore comincia un lavoro esagerato per cercare di convincere il fegato e lo stomaco ad uscire dallo stato comatoso e cercare di realizzare una parvenza di digestione.
La pressione arriva alle stelle e il sangue scorre nelle vene al doppio della velocità abituale. Finché passa nelle lunghe arterie degli arti non succede niente di particolare, se si esclude un sensibile gonfiore e un po’ di formicolio. Ma quando arriva in un ambiente chiuso come la testa si crea un turbinio, un rimestio, un vortice, un vero e proprio “effetto frullatore”.
E questo frullatore che ti turbina in testa spezzetta tutto quello che incontra, primi fra tutti i tuoi buoni propositi di moderazione con vino e cibi grassi; frantuma tutto, anche i ricordi, soprattutto quelli più teneri, quelli freschi, per cui ti svegli senza ricordare niente.
Ma questo movimento circolare ha anche un altro effetto: così come l’acqua vorticosa dei torrenti stacca dalle rocce le particelle dei sali minerali, così il turbinio del sangue nel cervello stacca dagli angoli più nascosti quei ricordi dimenticati e li rimescola al presente.
Il più delle volte questi pensieri hanno forme frastagliate e discontinue e non riescono ad attaccarsi a nessun altro e passata la corrente si riposano in qualche angolo lontano come succede alla neve finta nelle bocce di vetro.
Altre volte, invece, hanno forme precise e delineate che trovano corrispondenze come le tessere dei mosaici. Nel continuo rimestio però succede che come si attaccano, così l’onda successiva che passa li stacca e li disperde. Ma può capitare anche che queste immagini, lavate dal Montepulciano, lubrificate dall’olio di frittura e attaccate dal grasso di maiale, riescano in qualche modo a rimanere coese, anzi, ad attirare e a catturare altre immagini che alla fine formano un quadro preciso.
Preciso mica tanto! Preciso come può essere un paesaggio immerso nella nebbia. Preciso come può essere la visuale di una stanza vista attraverso un acquario. Preciso come può essere la vista di un volto attraverso le lacrime.
Comunque sia qualcosa è nato qualcosa. Si, è nato, non è stato creato dal nulla, ma è nato dall’unione di parti distinte che insieme hanno formato qualcosa di diverso, di nuovo.
Al mattino, dopo alcuni caffè e due aspirine, quando riacquisti una parvenza di normalità e soprattutto il mal di testa comincia a dare meno fastidio, se avessi il buon senso di riportare su carta tutte le immagini partorite dalla bufera ematica, ci si accorgerebbe di avere un archivio di scritti e di pensieri che è un patrimonio, perché quella notte travagliata è uno dei modi migliori attraverso cui si manifesta l’ispirazione.
Grazie
Ringrazio dell'apprezzamento ma tengo a precisare. La prima cosa che ho scritto è che questo è solo uno dei tanti modi attraverso cui si manifesta l'ispirazione. Anche il grande Fabrizio de Andrè, che cito ad esempio ma al quale non mi permetto assolutamente di paragonarmi, ha ammesso di aver scritto alcune delle sue più belle canzoni in preda ai fumi dell'alcool.
... anche se non condivido la tua interpretazione di Ispirazione, che parrebbe essere qualcosa che si amalgama dopo un frullio di dati entrati dai sensi esteriori. Per me, l'Ispirazione (che scrivo in maiuscolo non per vezzo) proviene dall'intuire superiore dell'intelligenza individuale figlia di quella universale. Altrimenti è associazione analogica, frutto di bisogni esili, convenienze, desideri, angosce, eccitazione, pene (nel senso di sofferenze), gioia, ed è un'altra realtà. L'Ispirazione, invece, sgorga dal Mistero dell'Assoluto, certamente insieme alle altre realtà dell'esistenza, ma di diverso da loro ha una purezza di fonte che si perde per strada.