Dilemma
Uhmmm… mi duole tanto la testa e mi sento un po’ sbalestrata. Non chiudo occhio da giorni in preda all’ennesimo dilemma: cosa vuole da me? Che vuoi che voglia! La cosa è vecchia come il mondo, ma tu, si proprio tu che vuoi? Questa volta rischio di mandare a qual paese i miei saldi e fermi principi: niente cosa d’altri, ne materiale, ne umana.
Ma lui mi piace.
Devo decidermi di bere le solite minchiate sul “mia moglie non mi capisce”, “non sai che strega è diventata”, “mi sento vivo solo vicino a te”. E comprati una bomboletta d’ossigeno! Gioca al lotto. Prenditi due bottiglie di prosecco e sparatele in solitaria agonia.
O forse è a me che dovrei dare questo consiglio.
Come vorrei scendere da questo carro di illusioni ben imbastito per portami diritto al patibolo. Aspetto da tempo immemore l’emozione ed ecco che questa, beffarda, acquista le tue fattezze affascinanti e fuorvianti. Se cederò non avrò più scampo, cadrò anche io in quella voragine di tempo d’attesa. Attesa che tu ti liberi per chiamarmi. Attesa che tu trovi una pausa per vedermi. Attesa che tu abbia voglia di amarmi. Attesa per esistere.
Tic tac, tic tac, e tacci maledetto orologio! Lo so benissimo che ore sono, lo so benissimo che è tardissimo e che non riesco a dormire, tacci almeno tu. Potessero scaricarsi le batterie all’istante!
Perché non mi lasci in pace mezzo uomo, perché non ti chiudi nella tua disperazione e non smetti di frugare nella mia? Razionalmente non credo ad una sola parola di ciò che dici ma ne ho bisogno come un superalcolico per uno che si perde nel deserto.
Ho solo questo che faccio bevo o muoio di sete?