Uno specchio per Alice
Alice mescola i Tarocchi con trepidazione e su ogni carta
che volta spera di leggere la bella notizia che finalmente la sua vita
comincerà a girare. Non per il verso giusto. A girare e basta. Al momento la
vita di Alice è immobile, congelata, fossilizzata, mummificata, ferma in
perenne standby, come se qualcuno avesse messo in pausa il film per andare a
prendersi da bere e si fosse poi dimenticato di far ripartire la storia. Alice
mescola i Tarocchi e su ogni carta che volta legge il nulla. Allora se la
prende con le carte, sempre tanto avare di novità. E se la prende con il
destino, che sembra essersi dimenticato di lei. E se la prende con la sua
vita... ah già, ma la sua vita giace addormentata in una bara di vetro, in
attesa che il bacio di uno sconosciuto le faccia sputare la mela che la tiene
inchiodata alla sua fissità.
Alice si corica presto, sperando di addormentarsi subito
per chiudere la porta su un’altra giornata trascorsa a sopravvivere, trascorsa
a sognare, trascorsa a sperare. Alice non dorme e si rigira nel letto,
abbandonandosi alle angosce che la sua mente, esaurita da troppi pensieri e
nessuna decisione, le fa affiorare. Da quanto tempo continua questa immobilità?
Quanti anni sono trascorsi? Quanti anni dovranno ancora trascorrere? Quanto
tempo le resta ancora per rimettere in moto la sua vita? Tanto? Poco? Ad ogni
modo, è il caso di fare qualcosa, di girare la chiavetta e riaccendere il
motore. Sì, è ormai ora di farlo... domani... magari dopodomani... tra qualche
mese... un giorno, chissà... Alice si addormenta.
Alice non si guarda mai allo specchio. Alice guarda nello specchio. Prima o poi, si dice,
qualcosa accadrà. Prima o poi lo specchio del bagno si deciderà a comportarsi
come dovrebbe fare un bravo specchio, come si era comportato lo specchio della
sua omonima, che di punto in bianco si era trasformato nell’ingresso a un mondo
magico, movimentato, emozionante, vivo. E cosa importa se quel mondo è solo un
ghiribizzo della fantasia? Per Alice importa solo una cosa: che alla sua
omonima la vita aveva proiettato una fantasmagoria di forme e di colori,
mutando se stessa alla stregua di un caleidoscopio. Perché ad Alice questo non
succede? Perché lei non riesce ad attraversarlo, quello specchio, per penetrare
finalmente in un mondo immaginario dove vivere una vita reale?
Alice si convince che la colpa è dello specchio. Certo, lo specchio del bagno non è all’altezza di insufflare animo nella sua vita. Non ne ha le capacità, è uno specchio da quattro soldi. Uno specchio da bagno, appunto. Alice va a comprarsi uno specchio antico, grande, brunito dagli anni. Questo sì, pensa, è uno specchio degno. Questo sì mi restituirà la mia vita. Alice guarda nello specchio con la stessa fissità con cui trascorre la vita. Vuole la sua parte di avventura, vuole salire sul treno della vita, vuole muoversi. E per farlo, Alice è pronta a pagare qualsiasi prezzo. Anche quello di trasformarsi in una statua di sale.