Seduta sulla riva del fiume
ispirato al famoso detto cinese
Mi sono seduta sulla sonda del fiume. Come dice il detto cinese volevo vedere scorrere il cadavere dei miei nemici.
Ho aspettato un’ora e poi ho intravisto le prime sagome. Figure di persone sconosciute.
Alcune facce cattive e imbronciate erano sicuramente là
perché avevano fatto del male a qualcuno ed mi sentivo felice e solidale con
l’ignota vittima.
Altre tristi e malinconiche suscitavano in me sentimenti di
pietà ed un senso di palese ingiustizia. Erano là per sbaglio, tutta brava gente finita travolta da tragici
equivoci. Poi ecco spuntare le prime
forme riconoscibili. Eccolo è uno di loro! Un mio nemico.
<<Hai visto che fine hai fatto brutto scemo? E tu che te la godevi tanto delle mie lacrime ora cosa pensi? Hai poco da ridere là in fondo non sei meglio di loro, mi hai strappato il cuore, te ne sei dimenticato? Potevi mancare tu traditrice? Come hai conciato male la mia anima! Sento ancora forte e vivo il dolore della lacerazione. Ah finalmente godo! >>
Poi in lontananza incomincia a profilarsi una sagoma più familiare delle altre. Più avanza e più sento aumentare l’inquietudine. La perplessità mista a paura mi assale. Eccola davanti a me: la mia figura. Galleggia spavalda con gli occhi spalancati fissi su di me. La seguo mentre si allontana.
Ed allora mi alzo e vado a vivere.