“Gogna” per chi chiede giustizia
Chiedere giustizia è una colpa?
Qualche giorno fa al
TG1 ho potuto seguire le fasi della deposizione, ad un
processo di mafia, di un commerciante di Palermo.
Il signore, nella sequenza mandata in onda, indicava in uno degli imputati un responsabile di quanto da lui dichiarato. Il commerciante era ripreso di profilo con uno spostamento di quasi tre quarti verso la telecamera che certamente non lo garantiva nella non riconoscibilità. Durante tutta la sequenza la camera non si è mai girata verso gli imputati evitando così di suggerirci anche la più piccola idea delle loro fattezze.
Chi denuncia è perfettamente individuabile. In persone come
me questo genera ammirazione per l’enormità dei rischi che ciò comporta. Stiamo
parlando di un processo di mafia, ma in ogni caso le cose non sarebbero diverse
se si trattasse di altro genere di delinquenza.
Va bene capisco che non vadano pubblicizzati i volti di chi non è stato ancora giudicato, ma perché invece rendere così noti quelli dei denuncianti? La sgradevole sensazione è quella di una sottile e probabilmente involontaria minaccia.
Poi alla radio ho sentito la notizia che i verbali dell’affaire della F1 sono stati messi on line dalla FIA mettendo degli opportuni omissis nelle parti relative ai segreti della Ferrari. Peccato che, come già successo nel caso Calipari, è sufficiente un copia ed incolla per leggere anche quanto non palese nel sito. (Provare per credere).
Probabilmente l’anno prossimo potremmo guardare delle monoposto tutte più competitive a prescindere dalla squadra e le gare saranno meno noiose, ma tutto questo vantaggio a spese di chi ha giustamente rivendicato il rispetto delle regole. La sensazione è che in ogni caso in questo mondo globalizzato chi accampa delle giuste rivendicazioni deve comunque pagare per essere vittima delle mascalzonate altrui.
Mi vengono in mente le vittime degli stupri che devono sempre farsi perdonare di chiudere giustizia per un fatto che ha distrutto la loro vita.
Tanto vale chiedere in anticipo scusa per aver ispirato il malaffare, violenza o quant’altro di illegale e magari pretendere anche una pena adeguata.
Nel caso della Ferrari mi chiedo chi pagherà i danni, e nel caso del coraggioso commerciante di Palermo quali conseguenza avrà di questa zelante informazione giornalistica.
Mi viene da parafrasare un detto “rivendicate rivendicate qualche danno vi verrà”