Autovelox
L’arroganza di chi infrange
Ben inteso non sono mai stata d’accordo con quelle
amministrazioni che utilizzano l’autovelox come fonte di rimpinguamento delle
casse degli enti locali, ma non sono neanche d’accordo con chi, infrangendo sistematicamente le regole, pretende poi di non pagarne il fio. Si sa il limite di
velocità nei centri abitati è 50
km/h proprio per questioni di sicurezza degli abitanti.
Questo è il limite che nessuno vuole rispettare, così come le distanze di sicurezza, ma avere addirittura il permesso di restare impuniti mi sembra proprio troppo!
C’è un
piccolo paese nel sud della Sardegna, Las Plassas, che, per chi conosce la viabilità isolana,
non è propriamente in una arteria fra le più battute. Certo la strada principale del paese
coincide con la statale 197, ma il volume di traffico è poco più che locale.
In
ogni caso la realtà è che prima di tutto si parla di una via di un paese, cioè di un centro abitato,
cioè con limiti i velocità studiati al momento di conseguire la patente.
La pericolosità della strada ha prodotto le sue vittime che in una
piccola comunità hanno un effetto ancora più devastante.
Così è stato montato
un autovelox fisso in corrispondenza del municipio. Ho detto fisso e dunque con
posizione individuabile che consente di frenare prima e riaccelerare dopo. Se
volete, per la totale sicurezza sarebbe più efficace mettere un autovelox ogni
tot metri. Invece ce n’è solo uno ormai notissimo. Nel giro di pochi mesi ha
accumulato una gran quantità di multe che la dice lunga sull’atteggiamento di
totale menefreghismo di chi ha “un’arma” in mano: l'auto.
Las Plassas è una piccola comunità dove la gente si comporta come in tutti i piccoli paesi, con più libertà
di movimento per adulti e piccini e non può e vuole permettersi un pericolo ingiustificato nel suo cuore.
Esistono delle leggi e dei limiti, si cerca di farli rispettare e la gente, che infrange, insorge. Ben 300 persone si sono riunite per contestare l’elevazione della multa. Sono davvero curiosa di conoscerne le motivazioni, credo che cercherò di seguirne lo sviluppo.
Quello che mi stupisce è l’arroganza nel rivendicare il diritto di infrangere le regole, è questo che ci rende un paese così incivile e disunito. Sono d’accordo che i soprusi e le furbate delle amministrazioni pubbliche vadano stigmatizzate, ma qui si parla di qualcosa di assolutamente dichiarato e pubblicizzato con il noto cartello che noi abbiamo imparato ad ignorare.
Non mi sto escludendo dalla massa dei trasgressori, chiedo solo un po’ di pudore nel contestare.
in rete:
http://www.zonadeprecarizzata.it/newssegue.php?id=96