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Consumare meno? Troppo facile!

Ciascuno può intervenire a monte per evitare che l'accumulo diventi tale

Sull’immondezza della Campania avevo già scritto un commento in occasione della precedente grande crisi che ci aveva portato ad esportare in Germania il "fiore" della nostra produzione, non lo pubblicai.  Mi ricordo che erano impressionanti i dati della quantità giornaliera ed era già evidente allora che la resa dei conti era solo rimandata. Sull’argomento c’è da parlarne quanto si vuole trovando mille argomenti e sfumature da incendiare ulteriormente gli animi oltre che gli stessi cumuli.

Ma in realtà qui mi piacerebbe metterle l’accento su un altro punto, quello di partenza: la produzione dell’immondezza. Sono certa che nella calda Napoli e nei suoi dintorni vivano persone più che oneste e non impelagate con la camorra, ma la domanda è: qualcuno si è posto il problema di evitare che i cataste di spazzatura si accrescessero così rapidamente?

I cittadini che già annusavano i miasmi di una situazione destinata solo a peggiorare si sono posti il problema di limitarne l’aumento esponenziale in così poco tempo?  Rare immagini riprendono persone intente ad alimentare con il proprio sacchetto quotidiano la montagna di porcheria.

Sembra che il tutto si produca per partenogenesi.

Ma sì qualcuno ci penserà!  Solo che l’origine del problema è proprio qui: gli altri.

-Se il mio vicino produce un sacchetto di immondezza al giorno perché io devo essere da meno?

-Per i tuoi figli, no?

-Perché lui non li ha? Ci dovrebbe pensare anche lui, perché solo io? Se non inizia lui non lo faccio neanche io. Che sono scemo?

 Così figli, nipoti e, se riusciamo ad arrivare così lontano, pronipoti  costruiranno le loro case sull’immensa discarica che sarà il pianeta terra.

 
Nel paese di mia madre hanno combattuto il sindaco che imponeva la raccolta differenziata spargendogli la spazzatura davanti alla casa ed al municipio. Erano gli stessi che si opponevano alla discarica nei territori comunali. E già voglio essere libero di produrre tanta “cacca” ma deve essere stipata nel giardino degli altri. Scherzi che voglio quella puzza!

 

I miei non si dichiarano degli ecologisti e forse sono fra gli ultimi che credono nel naturale riscaldamento del pianeta. Ma diligentemente si sono messi a separare i rifiuti secondo le indicazioni, così come diligentemente mi hanno insegnato prima di tutto a non sprecare.

Ditemi cosa vuol dire pensare all’ambiente.

Capisco la difficoltà di non creare molta immondezza, con tutti gli imballaggi e fessate varie un single di oggi produce giornalmente più di una famiglia numerosa di ieri, ma forse con un po’ di attenzione in questo caso estremo si poteva almeno limitare la veloce crescita di quelle montagne così indecorose.

Se non si riesce a capire che il cambiamento parte prima di tutto da ciascuno di noi risulta impossibile sperare di riuscire a vivere in una nazione civile. Quello che è successo a Napoli poteva accadere in qualsiasi altra città italiana perché da noi vige, chi più chi meno, l’alzata di spalle.

Cari signori e signore è impensabile una società dove tutto sia stracontrollato, il primo controllo lo dobbiamo esercitare noi stessi su di noi ed insegnarlo ai nostri figli.

 E così da una parte si incrementano i cumuli, dall’altra si incendiano producendo effetti nell’immediato dannosissimi, peggiori delle stesse discariche contro cui si protesta.

 Certo non posso non capire chi, dopo dieci anni non solo non si vede bonificato il terreno ma li si chiede di ricevere altri veleni indifferenziati. Tuttavia non può sfuggirmi che quella stessa indifferenziazione è praticata a monte dai cittadini stessi.

Perciò rifaccio la domanda a tutti noi: consumare di meno non può gia essere un inizio di soluzione?
by amanda decori — 2008-01-10 23:52 - © tutti i diritti riservati autore
 

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