Fra Bocca e Gamorra
ciò che non vediamo
Il titolo di questo articolo potrebbe trarre in inganno facendo pensare a piccanti commenti con errori ortografici. Invece mi voglio proprio riferire a “Gamorra” libro di Roberto Saviano, mentre con Bocca intendo Giorgio.
Quest’estate, in occasione di un incontro letterario organizzato in una piccola piazza della mia città, ho avuto il piacere di sentire leggere e commentare il libro in questione proprio dal giovanissimo autore e ne sono rimasta incantata. Ricordo che i miei amici, arrivati come sempre in ritardo, cercavano di convincermi a combattere il caldo con una fresca zero venti (birra alla spina) nel bar cinquanta metri più giù. Ma io ero totalmente rapita, seduta nelle scalette scomode della chiesa, che mi bevevo avida tutte le parole e le storie dello scrittore. Detestavo il pseudo intervistatore quando lo interrompeva e mi irritavo con la solita amica che continuava a chiamarmi al cellulare per sapere cosa c’era di interessante: “perché sai io sono stanca…se proprio non è interessante… cosa dici? Non ti sento… ma non puoi parlare più forte? Ma chi è? Va bene vado a casa”. Cielo quanto era interessante! E’ stato come se mi si spalancasse un mondo, qualcuno finalmente mi spiegasse le notizie sentite per anni alla televisione e puntasse il dito su quelle contraddizioni che avvertiamo tutti. Ad ogni lettura mi chiedevo come fosse possibile che lui da uomo, giovane uomo, libero potesse dire queste cose senza avere una scorta, senza ricevere nessuna minaccia.
Poi a distanza di pochissimi mesi la risposta è arriva, o meglio la scorta gli è stata obbligatoriamente data. Era inevitabile. Lui descrive un impero economico formidabile, con movimenti annuali da far impallidire qualsiasi finanziaria, che da “occupazione” a tanti che non hanno, non possono, non vogliono trovare una alternativa. In mezzo al nulla delle entrate sicure. E così le persone difendono quel loro mondo che gli consente di vivere. Certo a che prezzo, ma posso io giudicare vivendo da lontano? Un mondo che muove così tanto denaro può essere solo parallelo a quello legale? E’ una eresia pensare che ci possano essere degli intrecci? Il denaro comanda.
Prima di sentire le parole di Savino avrei giudicato quelle di Giorgio Bocca (trasmissione “che tempo che fa” del 5/11) come tremende ed inaccettabili. Ma ora penso di capire che cosa vuol dire con “città senza speranza”: vuole intendere che è una città che ha bisogno di qualcosa che vada oltre la stessa speranza. Quella è già superata. In quanto alle dichiarazioni dei politici, beh, qui mi sembra proprio che non ci sia nessuna speranza di sentire qualcosa di nuovo.