La terza età nella pubblicità
Pubblicità comparativa in forma occulta?
Lo ammetto: ho un debole per le pubblicità. Vado matta per gli spot di qualità. La crescita di un bimbo fino a diventare un ragazzo e infine una macchina mi faceva letteralmente impazzire. Non mi stancavo di vederla ma per favore non chiedetemi il tipo di macchina, tanto meno la marca, perché non lo ricordo. Non che io non sappia distinguere i mezzi a quattro ruote, nonostante sia una femminuccia e goda di questo pregiudizio, ho capacità di discernimento nel campo.
Salvo poche eccezioni rimuovo il fine della stessa pubblicità, per me conta il filmato. Raramente uno spot mi indirizza negli acquisti o mi incuriosisce a scopo commerciale, invece mi attira come una falena la sequenza delle scene.
E così non ho potuto far a meno di notare una strana
comparazione fra due donne che dovrebbero rappresentare la terza età in modo
così straordinariamente diverso: zia Caterina (spot Wind) e la suora Sofia
nella storia tormentone del vigile Urbano di nome e di fatto (spot Tim).
La prima fa pensare alla classica vecchietta prepotente, simpatica e pasticciona nell’adeguarsi alle nuove tecnologie. Praticamente la nonna del nostro immaginario, quella che possiamo prendere in giro ma con deferenza. Quella che prima di chiamare te ha già rotto l’anima a tutti i tuoi vicini di posizione nella rubrica del telefonino solo perché si ostina a non mettere gli occhiali. Quella che ti infila nella borsetta fette di torta mal involte che puntualmente si spalmano nella tua agenda, rossetto, chiavi e tutto il resto del mondo che ogni donna ci mette dentro. Esattamente quella che ogni tanto vorresti strozzare come Aldo nella pubblicità.
E poi c’è la suora Sofia, probabilmente coetanea di zia Caterina ma con una cura di fisico e viso decisamente più attiva. Non volendo fare ipotesi azzardate mi sembra tuttavia un po’ troppo generoso pensare ad effetti dovuti ad una sana alimentazione accompagnata da sapienti luci e trucchi adeguati.
Inoltre, nonostante la bellezza dell’attrice, non sono riuscita a pensare ad altro che a Grimilde meglio nota come la matrigna di Biancaneve. Il personaggio ha un ghigno inquietante alla Dorian Gray (scegliete voi se l’originale o il quadro in base all’età che le volete concedere).
Così come una bimba spaventata dalla fiaba ho guardato il mio cellulare dotato di convenientissima tariffa della ditta sponsorizzata da suora Sofia e per un attimo mi sono lasciata tentare dalla vecchia, rassicurante, familiare faccia di zia Caterina. La natura ha il suo ciclo e riconoscerlo ti fa sembrare le cose più sincere. Non so, a me il barare con l’età mi ha fatto estendere l’azione al prodotto.
Come è finita? Ho preso carta, penna e calcolatrice ho fatto due conti e sono rimasta alla mia convenienza.