Pacifismo nella lingua del popolo Inuit
Il popolo Inuit, che noi conosciamo con il nome eschimese, ha avuto il coraggio di denunciare il comportamento sconsiderato degli U.S.A. che consuma e sfrutta senza prendere neanche in lontana considerazione che questo possa, in qualche modo, portare dei danni a qualcuno. Certo non è che le altre nazioni stiano facendo chissà che! L’Italia ha sottoscritto il trattato di Kyoto, è vero, ma per il resto si continua tutti bellamente a “cantare come cicale”.
Ciò che mi colpisce di questo popolo sono i termini che fanno parte del loro linguaggio.
No non parlo “inuitese" ma ho sentito dire da veri conoscitori della lorolingua che hanno 40 modi diversi di chiamare la neve e nessun termine che traduca il nostro “guerra”.
Qualche diatriba immagino che l’abbiano avuta anche loro, ma se non esiste una parola così forte evidentemente non hanno sentito la necessità di riconoscere e catalogare comportamenti prevaricatori e violenti di un gruppo rispetto ad un altro.
In questi tempi violenti, come tutti i precedenti della nostra storia, possiamo conoscere un popolo con una tradizione diversa che ha da insegnarci qualcosa. Saremo in grado di apprezzarne il valore o le nostre diversità apparenti ci faranno archiviare il loro pensiero come naif?
riferimenti in rete:
per maggiori dettagli sugli Inuit vi rimando alla notissima Wikipedia
per la petizione