Pedofilia e TV
Giornalismo "giusto"
E’ arrivata una condanna esemplare ad un pedofilo internazionale grazie al contributo di una nota trasmissione. Speriamo che sia solo un contributo perché, stando a quanto affermato nel servizio che la stessa trasmissione (le Iene su Italia1) ha riproposto ieri, il soggetto in questione era già nel mirino delle forze dell’ordine.
Tuttavia essendo il primo caso in Italia ed arrivando dopo due anni dalla vicenda ci sovviene il dubbio che qualcosa di troppo lento ci sia nel fronteggiare questo orrore. I numeri del turismo sessuale sono elevatissimi e non ci piacerebbe che oltre ad essere il primo il “signore” mantenesse a lungo il primato di unico. Non vorremmo che diventasse l’agnello sacrificale di un giornalismo giusto ma che non può fare giustizia. Altrimenti che facciamo assoldiamo più giornalisti che elementi delle forze dell’ordine?
Certo qualcuno potrebbe vederla come una soluzione all’altra controversia fra giornalisti ed editori ma sa più di battuta di cattivo gusto.
Chi ha sentito il servizio di ieri avrà potuto percepire nel marciume totale almeno una, diciamo, buona notizia: nella Cambogia ci sono molti più controlli ed un tentativo di arginare la mercificazioni dei bambini come se fossero bambole di gomme.
Capisco che estirpare una simile barbaria sia difficile tenendo conto del numero elevatissimo di pedofili e dei casi di cronaca anche nei cosiddetti paesi civili, ma se almeno si riuscisse ad evitare che le mamme vendono i propri figli per fame questa sarebbe già una buona prevenzione.