Petrolio è davvero il generatore di tutti i guai?
Quando il rimedio è peggio del male
L'Indonesia fino a qualche anno fa ospitava il 23% delle foreste di tutta la terra, adesso siamo al 5%. Ovviamente la causa è la deforestazione che sta decimando gli oranghi, primati che forse sono nostri cugini, ma ha poca importanza tanto ci si massacra anche fra fratelli.
Ciò che sconvolge è la motivazione di questa nuova ondata di distruzione del verde: fare spazio alle piantagioni delle palme da cocco.
No, non è perché è diventato un business mondiale vendere cocco nelle spiagge (dubito che qualcuno sia diventato un capitano d’industria iniziando dal quel precarissimo mestiere), il vero motivo è l’estrazione di un biocombustibile.
Sembra quasi una contraddizione in termini, un ossimoro quasi: creare un ecologico carburante che annienta la natura. Questa volta non si aspetta di distruggerla con i fumi postumi ma, ci si porta avanti con il lavoro, lo si fa ancora prima che nasca il prodotto.
Gli oranghi disperati, senza più alberi-casa ne cibo, assaltano le piantagioni trovando torture e morte.
Mi verrebbe da gridare "arridateci la benza" ma temo che l'unica soluzione sia un lavaggio del cervello collettivo.
Più si va a avanti e più divento pessimista, probabilmente la sola vera salvezza della terra sarà quando riuscirà a liberarsi del virus che si è manifestato il più letale e, fino ad ora, più resistente a tutti i rimedi: l’uomo