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Politica, politici, movimenti e comunità

disorientamento dei tempi

Ho aperto questo spazio delle notizie parlando proprio della Comunità di Sant’Egidio e del trattato ugandese portato avanti nel silenzio assordante di politici e istituzioni governative di tutto il mondo.
Mi era sembrato un raggio di sole in questo mondo di interessi personali e profondo egoismo.

Ecco che la Comunità salta sulla bocca di tutti grazie alla richiesta di un incontro del presidente degli Stati Uniti in visita nel nostro paese. E’ impressionante come se ne sia parlato e scritto, con tanto di polemica e accuse di ogni genere. Tutti i media hanno speso molto più di una parola per commentare l’evento mentre il trattato di pace dell’estate scorsa non è stato altrettanto gettonato. 

In questo periodo dove i politici sembrano sempre più distanti (anche per età) dal bisogno di rinnovamento e di riforma, mi rendo conto che c’è una sorta di tacito patto con la popolazione italiana: una inettitudine totale all’occuparsi dei veri problemi.

Ci lamentiamo ma non siamo in grado di esercitare una pressione nei riguardi di una classe dirigente vecchia ed abbarbicata solo sui stantii temi della politica. Forse perché anche noi abbarbicati al nostro orticello. Ma se arriva la piena poco possono fare i nostri esigui argini per proteggerci. Si sa la forza è nello stare insieme.

Ed allora quale può essere la soluzione? Beh se la politica è distante ci sono comunque i movimenti e le comunità che forse hanno qualcosa di nuovo da dire e, magari, più vicino all’equità sociale. Forse varrebbe la pena di parlarne, di aprire spazi di dialogo trasversale, qualcosa che coinvolga il vivere civile senza la solita divisione della politica. Non credo che la pace ed il benessere delle persone sia una prerogativa di un partito o di una corrente di pensiero.

Quello che voglio dire è che forse vale la pena di incominciare ad unire le deboli forze di noi disincantati, stanchi e poco inclini allo scontro frontale ed adottare la costanza del tarlo. Forse vale la pena di ascoltare quello che hanno da dire movimenti e comunità per appoggiare ciò che il buon senso indica come giusto ed equo indipendentemente dalle proprie inclinazioni politiche.

In quest’epoca di dominio dei media ce n’è uno che in qualche modo sfugge ancora all’incanalamento dell’informazione: internet. Sfruttiamolo.

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by amanda decori — 2007-06-13 17:42 - © tutti i diritti riservati autore
 

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