Quanto “pesano” le vittime?
Oggi è un tragico anniversario tenuto vivo dall’associazione delle vittime e dall’intera città di Bologna. Giustamente è così. Ma quanti tragici eventi si cerca rapidamente di dimenticare e quante vittime non ricevono poi il reale e adeguato supporto.
Pensiamo a quante famiglie sono state abbandonate nel loro dolore ed hanno visto tutto il loro mondo rovinarsi come conseguenza del tragico evento difficile da superare. Mi viene in mente una intervista del signor Paolucci, padre di Lorenzo ultima vittima di Luigi Chiatti ( il geometra omicida di due bambini di Foligno), che parlava delle difficoltà di andare avanti per far fronte psicologicamente alla tragedia e come tutto sia crollato fino ad arrivare al fallimento della sua attività. Mi vengono in mente le tante vittime di mafia e criminalità, tutte dimenticate. Si parla prevalentemente degli autori delle stragi ed omicidi pochissimo della parte offesa.
La nostra società ha più paura delle vittime e del senso di profonda ingiustizia e dolore che le accompagna, che non dei colpevoli. Anzi un reietto lo metti in galera e ti senti tanto magnanimo nel perdonarlo, una vittima invece ti inchioda sempre a quel dolore cristallizzato.
Recentemente mi sono recata a New York a casa di amici del posto ed in merito alla vicenda dell’undici settembre ho sentito, da parte di tutte le persone che ho incontrato, una necessità di andare avanti possibilmente non facendo più nessuna manifestazione in occasione della data fatidica. Ground Zero è solo cantiere un po’ più grande degli altri sparsi nella metropoli più cementato dalla voglia di dimenticare.
In realtà abbiamo più paura di cappuccetto rosso e della sua nonna che del "lupo cattivo".