Randagismo: soluzione all’italiana?
Purtroppo ho sentito la parte finale della notizia data al
tg5 dell’una e pertanto non posso riportarla nella sua interezza. Di certo
quello che ho sentito mi ha fatto accapponare la pelle.
Si parlava del problema
del randagismo e dei costi sociali che questo comporta e si ventilava la
possibilità di una legge che li accolli, in parte o tutto non è stato
specificato, a chi possiede un cane regolarmente denunciato.
Ma come? Uno si mette in regola, si denuncia facendo le cose corrette e tu ne punisci la civiltà chiedendogli soldi dei cani abbandonati? Non è un controsenso? Ma come si fa a premiare sempre i furbi?
Se io non dichiaro di avere un animale sono libero di abbandonarlo quando voglio tanto c’è uno stuolo di fessi che paga il randagismo creato da me? Quante probabilità ho che si facciano i controlli e mi accusino di non avere denunciato l’animale? Elevatissime.
Non ci posso credere! Si sono dimenticati dell’incredibile aumento degli abbandoni prima dell’entrata in vigore della legge sul cip obbligatorio?
Si sono dimenticati delle mutilazioni inflitte sugli animali prima di lasciarli a vagare nell’autostrada per eliminare l’elementino elettronico di riconoscimento?
Vi prego ditemi che ho capito male e che a nessuno è passato in testa di fare questa duplice ingiustizia. Qualcuno mi vuole dire perché il buon senso è stato cancellato dal vocabolario italiano?
La mia sensazione è che la politica si parla addosso sempre
più lontana da principi che riguardano equità e giustizia.
Il randagismo ha un
costo? Lo paga la comunità che si preoccupa di fare i controlli per trovare chi
tiene un cane non denunciato. Così che recuperi i soldi.
In attesa di saperne di più vi saluto affranta.
La notizia è stata presa dal corriere della sera e riguarda la regione Sardegna. Pare che sia una proposta di zelanti tecnici prontamente disconusciuti dai politici. Per saperne di più i riferimenti sono nel giornale distribuito gratis e anche scaricabile on-line: http://www.gds.sm/