Scuola italiana bocciata
Ocse la mette agli ultimi posti mondiali
E così rincorrendo il pezzo di carta a tutti i costi siamo riusciti a svalutarlo, soprattutto al sud stando a quelle che sono le indicazioni Ocse. Potremmo insorgere contro i metodi di valutazione o cercare di confutare il risultato con semplici argomentazioni come “la scuola elementare è fra le migliori al mondo e l’unica che regge”. Sono anni che sento questa frase ma se è vera trovo ancora più inquietante il crollo verticale nelle classi successive. Probabilmente è coincidenza ma ogni volta, poche, che ho potuto seguire la trasmissione Quark di Piero Angela, ho sentito un grido d’allarme proprio riguardo la preparazione scolastica. Fra le varie analisi ricordo di aver sentito imputare la responsabilità della minor qualità alla mancanza di esami intermedi, mentre quello finale lo si sostiene prevalentemente davanti allo stesso personale che ha contribuito alla formazione dell’allievo. In realtà queste sono le classiche soluzioni all’italiana, un diploma per tutti si traduce con un livellamento verso il basso anziché l’opportunità di fornire strumenti migliori e accessibili a tutti. E così mentre il mondo diventa più competitivo la nostra formazione diventa sempre più inadeguata. Ma l’insufficiente formazione si riflette in tutti i campi della vita sociale. Non sapere vuol dire non riuscire a fare e la regola vale nel campo medico, economico, politico ed mprenditoriale. L’Italia è in un bivio storico prossimo al baratro ma con saldamente in mano il telefonino. Siamo diventati il paese delle cicale, tanto tanto simpatiche e canterine ma con i giorni contati. Le grandi oscillazioni italiane fanno parte della storia ma mai come adesso siamo diventati viziati ed incapaci di assumerci le responsabilità. Gli orientali dicono “le sofferenze sono il sale della vita”, ma agli italiani occorre specificare che non sono le sofferenze perché il cellulare non “prende”.
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