Spie, spioni e “gossip”
ma chiamatelo pettegolezzo
Come sempre le mie sono banali riflessioni senza nessuna pretesa, ma questa volta mi scappa di farle con la notizia ancora “calda”. Mi ha molto colpito il risalto che stato dato al cosiddetto spionaggio fiscale. Mi ha colpito perché viene dopo due giorni di sciopero dei giornalisti televisivi, perché ho sentito parlare di “grave fatto in uno stato di diritto”, perché si usavano i termini “spie e spionaggio” mentre a me sembrava un argomento da “gossip” giornalistico. Vorrei dire pettegolezzo ma quello è tipico delle vecchie comari, i moderni dispensatori di fatti altrui si sono elevati e sofisticati nell’anglosassone termine. Tornado alla notizia espongo le mie perplessità. Chiunque una volta nella vita, magari per sbaglio, ha pagato le tasse viene memorizzato nell’archivio elettronico del fisco (meglio noto come “colabrodo” secondo definizione di un noto politico). Chiedendo un codice d’accesso al ministero delle finanze ciascuno di noi può controllare le sue vicende: tasse, trascrizioni immobili, mutui, eredità ecc… Qualcuno legittimamente inserisce e aggiorna queste informazioni. Perciò parlare di spionaggio mi sorprende, non c’è un ascolto clandestino di telefonate ma semmai un uso non corretto di informazioni riservate che si apprendono durante l’attività lavorativa. Inoltre anche prima dell’era degli archivi elettronici le notizie sui movimenti patrimoniali ogni tanto saltavano fuori ed erano trattate come pettegolezzo (non era ancora il tempo dei gossip e dei vip).
Del resto in Italia nessuno ha mai visto stroncare la
propria carriera politica dagli scandali di varia natura. Noi non siamo gli
Stati Uniti dove ci si deve dimette se si è infedeli alla moglie, qui al limite
si rischia di essere assaltati da altre aspiranti amanti. I politici hanno una
nota faccia tosta, è genetico nonché paradossale. Ci sono casi di appartenenti
a commissioni d’inchiesta che sono stati condannati per la causa su cui si
trovano ad indagare. Pertanto non capisco l’enorme scandalo. Semmai è
certamente un comportamento scorretto e penalmente perseguibile secondo le
normali leggi vigenti. Certo se questo portasse la gente a riflettere potrebbe
essere pericoloso, forse, ma lo stato di
frustrazione degli italiani ha portato alla naturale forma di difesa che
è l’alzata di spalle. Siamo innocui. Così lo stato di diritto è in pericolo se
mi faccio gli affari fiscali dei potenti ma nessun problema se una bimba di
dieci anni viene imbarcata nottetempo su un aereo per l’estero prima che un
tribunale emetta una sentenza.
Scusate ma questo per me è “gossip”.
Per riferimenti più seri del mio commento:
http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/retata-spie-3/fassino-servizi/fassino-servizi.html
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=129130
http://ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_2020651640.html