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Trattato di pace in Uganda

Figli di un dio “della guerra” minore

La Notizia:

Siglato il 26 agosto a Juba un accordo bilaterale per la cessazione delle ostilita' tra il Governo Ugandese e la Lord Resistance Army dopo 22 anni di ostilità.

Commento:

Questi i fatti in estrema sintesi e, volendo cercare una ingiustizia nella quintessenza dell’ingiustizia stessa che è la guerra, potrei dire che il conflitto ugandese è figlio di un dio minore della guerra. Come se potessero davvero esistere guerre giuste e degne di maggiore indignazione, o in grado di giustificare anche un solo torto fatto al più debole.
Ma restando nell’ironia e nel paradosso, questa guerra non ha avuto neanche il palcoscenico del tormentone mediatico. Nulla o poco si sa delle sue efferatezza, nulla o poco si sa degli spaventosi numeri che accompagnano ogni genere di orrore, nulla o poco si sa dell’enorme sofferenza umana e devastazione morale. Qualcuno potrà dire: “perché nelle altre guerre è servito sapere?” Temo di no ma spero di si.
Così saluto la “Garibaldi” con il nostro carico di aspettative umane, ma non posso fare a meno di pensare ad una comunità di Sant’Egidio che fa le veci dell’Onu e ad uomo di buona volontà, anonimo ai più, che si sostituisce all’altero ed elegante Kofi Annan. Il colore della pelle del massimo rappresentante della potente organizzazione mondiale mi ha sempre fatto sperare ad un occhi di riguardo per i popoli più disgraziati, ma poi la realtà e ben diversa. Forse la sola possibile in questo momento. Forse ancora troppo sangue dovrà essere versato prima che ci rendiamo davvero conto, come ci ripete la genetica, che le nostre differenze sono solo di organizzazione sociale e culturale.
E così arriviamo al paradosso moderno che chi vive una guerra conosciuta è già “fortunato”. Sinceramente non riuscirei a dirlo a chi muore o resta gravemente mutilato ovunque esso sia. La via della rappacificazione per l’Uganda è ancora lontana e qualche notizia la si può strappare qua e là dalla rete. Non certo dai media tradizionali. Però è importante sottolineare il gesto di speranza per tutti quei conflitti che l’opulento ma stanco occidente non ha tempo di considerare. Speranza che si risolvano senza attendere la mano impositrice di chi è più potente e talvolta prepotente. Speranza che senso di colpa ed indifferenza lascino finalmente spazio alla vera solidarietà.

by amanda decori — 2006-08-30 16:10 - © tutti i diritti riservati autore

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