Welby è colpa della tecnologia?
Quando le macchine ci condannano alla sofferenza
Tempo fa questo caso non ci sarebbe stato, la morte sarebbe sopraggiunta prima. Non si può dire se risparmiandogli del dolore ma sicuramente limitandone l’agonia e la disperazione. Il dolore fisico spesso si sopporta di più della disperazione. Se penso al signor Welby e a ciò che prova mi sento invadere da una commozione immensa da cui difficilmente ci si può staccare per fare ragionamenti astratti. Come ha scritto ogni secondo per lui è ormai insopportabile e pensare che solo martedì, cioè fra 3 giorni, si riunirà la commissione per deliberare se il suo caso è accanimento terapeutico mi fa accapponare la pelle.
Chiedo scusa ma data la disperazione di questo essere umano non si può dare priorità su tutto e riunirsi subito? Se c’è qualcuno che affoga che si fa gli si dice aspetta che dobbiamo collaudare il salvagente fra tre giorni? Si riesce davvero a chiedere pazienza ad un essere che sta provando qualcosa di inimmaginabile per la maggior parte di noi? Ci si augura forse che la nera signora venga a sollevare dalle pene non solo il povero Piero?
Fra qualche giorno gli esperti discuteranno se l’essere umano in oggetto è attaccato a macchine che “fanno troppo” oppure svolgono normale terapia, mentre la massa chiassosa e polemica continuerà nella sua discussione fra un problema di regalo e l’altro. Qualcuno liquiderà la cosa dando la colpa ai progressi tecnologici piuttosto che alla loro applicazione.
La cosa veramente triste è che si dibatte su tremende tragedie come se non esistessero, come se fossero rappresentazioni teatrali, irreali. Ma sì, finchè succede agli altri….
riferimenti: