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Promesse mancate

Non sono una prerogativa dei politici

Lo sport nazionale con maggiore diffusione è quello di attribuire ai politici ogni sorta di comportamento scorretto, ma soprattutto il venir meno alla parola data. Nella realtà quando ci troviamo a riscuotere una promessa fatta da chicchessia, amici, parenti, conoscenti, colleghi o capi, il più delle volte dobbiamo far fronte ad incredibili equilibrismi fra parole ed azioni per svincolare quanto ci era stato, forse troppo entusiasticamente, fatto sperare.

Noi stessi siamo grandi dispensatori di promesse: "dai, fati sentire che usciamo!" si traduce in una non risposta alle chiamate o improvvisi impegni inderogabili manco se fossimo un capitano d'industria; "guarda la prossima settimana mi libero ed andiamo al cinema" diventa un ma non c'è nulla d'interessante oppure "quel film l'ho già visto, quello mi fa schifo, quell'altro dura troppo" e così via; "quando organizzi una gita chiamami" si trasforma in "non posso, c'è il matrimonio di mia cugina" quella che neanche esiste, "c'è la cresima di mio figlioccio" non hai figliocci, "devo finire un lavoro urgente" sei disoccupato ecc.

Diciamolo in fatto di scuse per non mantenere fede alle promesse siamo dei veri e propri maghi. Ma allora perchè promettere? Perchè in quel momento siamo presi dall'entusiasmo, ci piace l'idea e non stiamo a valutare cambi repentini d'umore o semplicemente che poi al momento fatico vorremmo fare altro. Scopriamo la portata dell'impegno promesso solo quando ci viene richiesto di compierlo. Allora ci sentiamo in trappola, ci infastidisce, a volte ci sembrano anche dai maleducati se insistono nell'esigerlo.

Dispensare promesse ci fa sentire fighi o magari ci consente di rimandare a poi qualcosa che non vogliamo fare al momento. É inutile promettere ad una persona di uscire se poi quella persona proprio non ci va. Una promessa è una promessa, e se viene interpretata alla lettera verremmo chiamati finchè ci dimostreremo quegli stronzi che siamo.

Aavendo scarsa fiducia nelle dichiarazione d'intenti di solito cerco di evitare di cadere nelIa trappola, ma questi giorni ho cercato di riscuotere delle promesse perchè ne avevo bisogno. Sto tentando di organizzare un viaggio per Pasqua, o per uno dei ponti, ed ho deciso di dare fondo alla lunga lista di entusiastici proclamatori "chiamami appena ne organizzi uno, mi piacerebbe molto viaggiare con te!".

Per dar modo alle persone di valutare con serenità, ho preannunciato il progetto con email e/o messaggio (sms, whatsapp, messenger ecc.). Poi sono passata alla fase cerchiamo di quagliare perchè il tempo stringe. Sto collezionando di tutto! Dalla chiamata senza risposta ad ogni impegno più improbabile possibile, per finire con il classico "questa volta non posso ma tu chiedimelo sempre". Certo come no! Non ci sarà una prossima volta. Mi cerco qualche viaggio con sconosciuti, male che vada non sono obbligata a sentirmi delusa dagli amici.

Di certo dovrò fare molta attenzione anche io alle promesse fatte con troppa leggerezza, soprattutto a quelle emesse con enfasi. Fa male quando non manteniamo la parola data, a prescindere dalla motivazione più o meno seria, reale o inventata. Tacere è optional da da tenere in grande considerazione.

 


Amanda Decori pubblicato il 23.02.2018 [ Blog ]


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