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Orrore e speranza

Tutte le generazioni fino ad oggi hanno fatti i conti con l'orrore, in qualche modo. Tutte le generazioni nel loro sbocciare hanno pensato che quell'orrore fosse solo un rigurgito dei tempi passati, ma che con il proprio crescere un futuro di reale pace e giustizia avrebbe trionfato. Tutti gli adolescenti e giovani del loro presente hanno attraversato le due grandi guerre, le tensioni sociali , il terrorismo, gli orrori delle guerre dei Balcani, della trentennale instabilità afghana, le stragi di mafia, le guerre nel medioriente, ed ora questa follia oscurantista. Tutte le giovani generazioni sono rimaste scioccate, inorridite ma convinte che tutto quanto di orribile accada sia dovuto ad una cattiva “gestione” di quelle precedenti. Sono convinte che loro, una volta “adulte” ed al potere, sapranno regolare con più giustizia e serenità la vita di ognuno.

Ma il seme dell'odio e dell'amore è lo stesso e porta nel suo grembo i due cotiledoni distinti nelle due spinte emozionali, ma uniti nel nutrire il nuovo germoglio di vita. In base a quanto sugge dall'uno o dall'altro elemento, il giovane virgulto si convince che può arrivare alla pace e giustizia sociale con modalità cruente o benevole. Infatti a ben guardare in generale i protagonisti, vittime e carnefici, sono in prevalenza appartenenti alla stessa giovane sponda generazionale. Così con il crescere le illusioni si infrangono in un irritante e soffocante sentimento di ineluttabilità: “La storia insegna che non si impara niente dalla storia”. Tutti a scuola a formarsi con una cultura di informazioni, quelle che servono magari a conseguire dei titoli ma nessuna saggezza di vita. Beata quella generazione che imparerà dal passato per liberarsene definitivamente.


Amanda Decori pubblicato il 23.05.2017 [ Riflessioni ]


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