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Crisi d'identità

La nebbia avvolge nuovamente la mia mente. Una paralisi quasi totale, una incapacità invalidante difficile da descrivere. La parete difronte mi sembra bianca e priva di risposte mentre la mia gola viene invasa da mille spilli dispettosi. Chi sono, cosa faccio qui? Riuscirò ad arrivare ad un punto in cui potrò liberarmi di questo senso di inutilità, questo masso nel cuore, questa paralisi nel cervello? Cosa stavo pensando prima di trovarmi in questa situazione? Voglio fuggire, fuggire lontano da questo posto, lontano da queste pareti, ma soprattutto lontano da me. Respira, respira! Mi impone una voce, ma non so neanche da dove arrivi. Perché non posso addormentarmi e liberami di questa pena infinita. Respira, muoviti! Ma chi sei? Ma che vuoi da me? Esiste una via di fuga da questa ansia crescente, questo senso di inutilità che avvolge vestiti e scarpe di buona fattura. Questo senso di inadeguatezza sui capelli perfetti, su un volto truccato come da manuale? Questa voglia di strapparsi anche la pelle per liberare un'anima che mi sembra solo compressa ed incompresa. Voglio fare tutto e non voglio fare nulla. Chi sono? Santo cielo, qualcuno mi dica chi sono!

“Signorina quando le passa l'incanto mi porti un caffè”.

Ora so chi sono: una stagista.


Amanda Decori pubblicato il 05.06.2017 [ Ritratti ]


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