Registrati | Accedi

News & scritti

Educazione sessuale ai tempi dello smartphone

Delegazione disastrosa

L'educazione sessuale non è mai stata il punto forte dei genitori. Anche se ormai lontano nel tempo a tutti è noto il famoso gap generazionale davanti al quale si trovarono i genitori dei rivoluzionari sessantottini. Ma le accuse nei decenni successivi non sono state risparmiate neanche alle generazioni che da ribelle progenie sono diventate genitori perplessi. La politica adottata ha trasversalmente accomunato le successive figure parentali in un'unica grande strategia: quella dello struzzo. La scuola continua a non affrontare l'argomento, e come darle torto! In tempi in cui giudicare con un voto negativo scatena le ire bestiali di genitori iperprotettivi ed incapaci, immaginiamo che cosa possa provocare una educazione sessuale non ritenuta idonea.

Badate che i genitori di adesso sono i figli dei rivoluzionari sessantottini che già allora gridavano allo scandalo della mancanza di informazioni in un ambito della vita delicato e devastante se mal gestito. Nel frattempo c'è stata anche la "peste del secolo", l'AIDS, mai debellata e finita sotto il tappetto con la polvere del "adesso basta parlarne". Anzi negli anni la mancanza d'informazione ha portato ad una recrudescenza in termini di contagi.

Sconcertante un servizio sulle conoscenze in campo sessuale fra gli studenti liceali, alcuni mostravano il volto perché già maggiorenni, gli altri invece avevano fattezze travisate. In ogni caso alla domanda se "la pillola anticoncezionale proteggesse dalle malattie sessualmente trasmissibile e dall'AIDS" tutti hanno risposto orribilmente in maniera positiva. Qualcuno zelante ha voluto fare distinguo, alcune malattie si ma l'AIDS no, altri si sono posti momentaneamente il dubbio ma poi hanno abbracciato con decisione la tesi protettiva. Ma quale orrore! Purtroppo le statistiche sull'aumento della diffusione di malattie venere a tutte le età sono incredibilmente occultate per motivazioni diametralmente opposte da chi dovrebbe renderle note con enfasi.

Ma tornando alle giovani generazioni, anzi le giovanissime, ci rendiamo conto che i figli avanguardisti diventati genitori hanno un nemico ancora più devastante alla loro politica del muro di gomma in materia di educazione sessuale. Per spiegarsi basta soltanto citare il caso, ahimè non isolato, del bimbo di dieci anni con lo smartphone pieno di video pornografici scaricati da internet.

Ed ecco il vero problema il "mobile" come strumento educativo in un settore così delicato in una età così fragile e priva di strumenti psicologici per capire le connessioni fra atto ed emotività.

I genitori di oggi hanno molte più difficoltà di quelli di quarant'anni fa, ma se può essere corretto aver messo da parte gli schiaffoni perché si è optato per sostituirli con un cellulare?

Nel tentativo di sapere esattamente dove sono e cosa fanno i propri figli per proteggerli dal mondo esterno, si sta mettendo nelle loro mani un grimaldello eccezionale per l'entrata della parte peggiore del vivere sociale.

Affidare alla vita l'educazione emotiva e sessuale non è mai stato più pericoloso. In qualunque modo la si pensi l'atteggiamento è sempre quello "mettiamo il burka in pubblico" cioè giriamo la faccia dall'altra parte pensando che i nostri figli non sappiano, e poi "rendiamoli schiavi del sesso" cioè lasciamo che una conoscenza distorta del piacere fisico subordini gli atti dell'essere umano a ciò, fino a quelli più estremi e violenti. Il discorso riguarda entrambi i sessi perché mai come ora i maschi hanno bisogno di capire che cosa sia l'educazione sentimentale ed il rispetto dell'essere umano al fine di essere delle persone sane e serene.


Amanda Decori pubblicato il 13.03.2017 [ Attualità ]


  Vuoi dare il primo "Mi piace" a questo scritto?


Commenti dei lettori
Per lasciare un commento Registrati | Accedi