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News & scritti

Un contadino studia legge e si fa risarcire

Ottiene il risarcimento da un colosso industriale

A prima vista potrebbe sembrare una di quelle notizie che arrivano da uno dei tanti stati interni degli USA, pronta per essere cotta e mangiata da Hollywood o dalla sua antagonista capeggiata dall'inossidabile Robert Redford.

Un contadino schiacciato da un colosso chimico che gli ha ridotto in schiuma inutilizzabile un orticello prosperoso e garante della salute familiare.

Lui preso dal sacro furore tipico dei sui avi pionieri ha imbracciato la sola arma possibile, il codice della legge, l'ha studiata e messo a frutto la vendetta vincendo una causa sulla falsa riga del suo idolo TV Perry Mason.

Il piccolo Davide contadino, “scarpe grosse e cervello fino”, contro il gigante Golia capitano d'industria chimica, una storia che affascina ed unisce nel riscatto tutti gli ultimi del mondo. Già sento profumo di Oscar (ma senza errori come nella edizione della scorsa notte).

In realtà proprio ad un detto occorre fare riferimento per capire meglio il dipanarsi dell'epica vicenda, per la precisione al famoso proverbio cinese: “siediti sulla sponda del fiume ed aspetta che il cadavere del tuo nemico passi davanti”.

Infatti proprio di Cina che si tratta mentre il nostro eroe, troppo povero per comprare libri oltre che per pagare un avvocato, ha scelto la lunga via dello studio seduto dal libraio della provincia per sedici lunghi anni al fine di trovare e dimostrare quale legge l'industria ha contravvenuto ed il danno arrecato. La pazienza è stata di certo tanta ma anche provvidenziale l'aiuto di un vero studio di avvocati che alla fine, commosso o attratto dall'eco sollevato, ha aiutato l'agguerrito, valoroso, testardo, semianalfabeta campagnolo a vincere almeno la prima causa.

Il racconto colpisce non solo per la tenacia, già una Erin Brockovich più titolata ed americana aveva galoppato il cavallo della ribellione contro enormi vomitatori di nefande schifezze, quanto proprio la nazione dove tutto questo è avvenuto. Inutile dire che l'industria incriminata è di proprietà statale e che i volumi di danni ed arroganza, in una terra dove tutto ha grandi numeri, sono esponenziali, ma nonostante ciò la notizia è trapelata.

Forse perché il nuovo corso è quello di cercare di limitare l'immane inquinamento concentrato e condensato in pochi decenni di sviluppo industriale ai ritmi di lavori forzati. Lasciar trapelare una notizia positiva, come un lume nella notte più nera per la natura di quella sconfinata e meravigliosa terra, appare un tentativo di ridare credibilità ad un sistema che non ricorda neanche più da cosa si è partiti e verso cosa si vuole arrivare.

Stiamo a vedere, ma temo che la pazienza cinese abbia un suo insegnamento forse troppo intrinseco per essere compreso dagli occidentali, antichi precursori di pratiche inquinanti e mai del tutto rinnegate.

 

(fonte Sout Chine Morning Post Society: Chinese farmer who studied law to sue state-owned enterprise wins first round)


Amanda Decori pubblicato il 27.02.2017 [ Attualità ]


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