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Professione Blogger

Uno su migliaia di migliaia, come in concorso pubblico!

Fra i sogni dei giovanissimi, giovani, ma anche attempati individui, c'è l'enigmatica professione del Blogger. Ho provato a cercare un po' di numeri a riguardo ma quelli che ho trovato non li considero attendibili, oppure sono datati ed in generale ripetuti in vari articoli senza citarne le fonti.  Per le statistiche di Internet ho ficcato il naso nei post di WeAreSocial, che ha aperto una sede anche in Italia e si propone come una società di consulenza che "aiuta i brand ad ascoltare, capire e attivare conversazioni sui social media". I numeri sono a disposizione di qualsiasi utente, come li ottengono non è dato sapere anche perchè, costituendo la base del loro business, probabilmente una eccessiva definizione favorirebbe la concorrenza. Secondo loro all'inizio del 2018 gli italiani connessi ad Internet erano di oltre 43 milioni, sono presenti anche le indicazioni sui tempi e social maggiormente utilizzati. Ma sui blog e blogger nessuna traccia. 

Tuttavia basta digitare la parola blogger in un qualunque motore di ricerca che salta fuori una lunga lista di consigli, libri e furbate per poter diventare Uno di successo nel campo.  Qualcuno sempre anche indirettamente tenta di guadagnare da questa nuova professione. Ma davvero la si può vedere come tale? Oppure è più lasciata al caso, alla voglia di pettegolezzo o alla narcisistica volontà di mettersi in piazza? Esiste una combinazione magica di fattori che fa preferire un blog piuttosto che un altro oppure è il fato a decretare il successo, così, a casaccio?

Personalmente penso che dietro qualsiasi successo ci sia un lavoro intenso, non necessariamente di qualità ma di forte determinazione. La forza e la volontà sono vincenti in un mondo in cui in generale si è più vittime dei propri sogni che reali artefici, però questo non è sufficiente a giustificare la riuscita di uno blog piuttosto che un altro. Penso che sia dovuto ad un quid formato da una alchimia di "saper fiutare l'aria" e fortuna,  l'opportunità colta al volo. Un quid non facilmente spiegabile e di certo non trasmissibile con libri o lezioni. Credo che chi ce l'ha, o l'ha avuto, non sia in grado di rappresentarlo, è così e basta! La strada l'ha percorsa perché sapeva e voleva con totale determinazione farlo. Parlare del proprio successo a posteriori è facile, è invece difficile descrivere la modalità stessa con cui si vive il percorso per ottenerlo.

La storia è piena di individui geniali che non hanno raccolto nessun beneficio della loro virtù in vita, e di tanti imbecilli che hanno goduto di un successo apparentemente immeritato. Di certo non affermo che chiunque abbia successo sia limitato in intelligenza ma semplicemente che quella caratteristica non è una condizione nè necessaria nè sufficiente per ottenere fama e ricompensa. 

Tornando alla attrattive del mestiere di blogger quello che colpisce è il numero elevato di aspiranti a tale mestiere magari convinti di poter guadagnare con il minimo sforzo possibile. Un guadagno facile, come rubare le caramelle ad un bambino. Ma siamo sicuri che sia così? Non ho ancora conosciuto nessuna attività umana che non presenti rischi, noia, pesantezza e difficoltà. Magari non sono le stesse per tutte, ma di certo ogni attività, lecita o no che sia, ha il suo rovescio della medaglia ed un costo che per qualcuno è sostenibile per altri può aprire le porte dell'inferno. Al di là dei desideri mai come in questo campo occorre determinazione e costanza, un continuo lavoro in esposizione dove tutto viene passato alla lente della critica da chiunque. Ma si è proprio sicuri di saper reggere tutto ciò? Se poi oltre al blogger ci affacciamo nel pianeta vlogger (chi utilizza il video come mezzo di comunicazione) il discorso si fa più complesso anche se impegno e dedizione sono caratteristiche sempre necessarie.

Quindi si può desiderare di voler fare il blogger? Direi di sì così come si può desiderare di fare l'attore, pittore, scrittore o la rock star, poi ti devi impegnare moltissimo per diventarlo e percorrere delle strade che non sono quelle usuali di un tradizionale apprendimento di mestiere. Le bambine desiderano ancora diventare ballerine? La tecnica di certo la si impara in scuole dedicate ma poi occorre trovare le opportunità per poter svolgere il mestiere nel breve periodo della giovinezza. 

Il famoso uno su mille, ma direi anche svariate migliaia, ce la fa. Ma se poi guardiamo i numeri da capogiro di partecipanti a concorsi pubblici e le percentuali di successo del singolo, ci rendiamo conto che aspirare a diventare famoso oppure ottenere un posto in un qualsiasi ente pubblico hanno le stesse possibilità. Probabilmente le abilità messe in campo sono diverse ma credo che in sostanza la base sia la stessa: determinazione e sacrificio.

E quindi? In conclusione l'aspirazione a diventare blogger o vlogger è legittima come quella di avere un posto di lavoro pubblico, fatica e fortuna entrano in campo con la stessa intensità, quello che varia sono le motivazioni iniziali. Se si pensa che siano dei mestiere più prossimi al non far nulla ci si sbaglia di grosso, per emergere, attirare la giusta attenzione ma anche mantenerla e averne frutto occorre tanta fatica e capacità di sopportazione delle frustrazioni contro le quali solo una prorompente ed incontenibile passione può funzionare da antidoto. Ma poi resta quel famoso quid che sai di averlo solo quando le cose vanno bene, al momento non si scoperto nessun test atto a rilevarlo!


Amanda Decori pubblicato il 02.10.2018 [ Attualità ]


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