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Condivisione difficoltà

Ogni volta è una mano lenitiva

Ogni tanto alla radio saltano fuori argomenti seri, anzi serissimi, nel bel mezzo di trasmissioni prettamente votate a convertire ogni affanno in battuta ed ironia. Ma in genere chi pratica questa conversione ha attraversato dolori e contorsioni dell'anima in maniera pesante e a volte socialmente invalidante. Quindi quando la magia dell'ironia si mescola alla voglia di condividere difficoltà passate e presenti, sembra davvero che gli inarrivabili dimostrino quanto siano simili a tutti gli altri esseri che si reputano unici, ma in negativo. Intendo proprio come gli unici depositari di quelle difficoltà che non gli consentono di essere compresi e magari aiutati dagli altri. In questi momenti se si è in ascolto si riesce davvero ad alleggerire le proprie pene e capire che una speranza c'è ed è quella che ciascuno può darsi.

Sentire che tutti gli esseri viventi passano per le forche caudine della vita ci fa capire che non esiste l'arrivato. Ci sono molte persone famose, oltre a quelle comuni che già conosciamo, che nonostante il successo vivono perennemente in bilico con la depressione. Certo i soldi possono servire per evitare aggravi di preoccupazioni, ma in realtà non sono una condizione nè necessaria nè sufficiente. Ci sono anche creature che hanno il sole dentro, nonostante miserie e degrado tutto intorno a loro. Per carità nessuno vuol dire che povero sia bello, ma di certo avere un animo predisposto alla giusta valutazione delle proprie emozioni aiuta.

Sentire parlare in modo semplice di difficoltà passate e presenti consente di percepire che non si è soli nell'affrontare i propri demoni. Ora si tende a rispondere alla difficoltà delle persone con un "sii positivo", ma cosa vuole dire? Nulla, proprio nulla, se uno sta male di certo non riesce ad inventarsi nessuna positività, al massimo può spendere energie residue per resistere. Al pensiero positivo in astratto si dedicherà forse quando sarà riuscito a riemerge dalla melma dei suoi pensieri.

La condivisione delle paure, frustrazioni, manie e continui fallimenti nei tentativi di risolvere le proprie fissazioni, crea un senso di appartenenza ad una comunità trasversale: quella dei lottatori contro sè stessi. Consente di capire che se si è i peggiori nemici di sè stessi non vuol dire necessariamente essere gli unici "sfigati" del pianeta terra. Vivere non è semplice, i dolori non sono risparmiati a nessuno, più o meno pesanti, più o meno atroci. È vero che chi passa grandi tragedie in quei momenti ridimensiona tutto, ma è anche vero che appena ci si allontana dai grandi dolori man mano si rincomincia a soffrire per quelli meno importanti. Tutto questo finchè qualcosa dentro di sè non cambia, e, se si è fortunati d'arrivare a questo cambiamento, nulla sarà più come prima.

Pertanto se abbiamo bisogno di condivisione e comprensione più che di motivatori ad oltranza, è normalissimo. Del resto se fossimo già stati in grado di decidere lo avremmo fatto, importante è cercare di cogliere sempre almeno una piccola goccia di speranza e metterla nella propria bisaccia della resistenza.


Fabiana pubblicato il 04.04.2019 [ Consapevolezza ]


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