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Sentimenti negativi

Affrontarli o no?

Una delle cose più difficili da accettare è che il sentimento negativo sia qualcosa che percepiamo dentro di noi e che spesso compare senza nessuna causa scatenante esterna. È vero, gli eventi possono condizionarci e farci provare un sentimento piuttosto che un altro, ma il tipo ed intensità che si avvertono dipendono da noi. Se escludiamo lutti e tragedie e guardiamo i fatti quotidiani della vita ci rendiamo conto che non tutti reagiamo alla stessa maniera, intendendo che non proviamo gli stessi sentimenti. Del resto abbiamo osservato tante volte che gli altri reagiscono in maniera differente agli stessi stimoli e che noi etichettiamo la cosa affibbiando cartellini di stranezza o non adeguatezza del comportamento. Il ritardo nel servirci a tavola in un ristorante non è percepito come inefficienza o mancanza di professionalità dai singoli componenti del gruppo di commensali, l'impazienza di alcuni o la bonarietà degli altri sarà reciprocamente incompresa e giudicata non consone alle circostanze.

Questo perché appunto i sentimenti sono dentro di noi, scatenati dal nostro contatto con la realtà ma dipendenti da tanti fattori che nulla hanno a che vedere con quanto ci sta accadendo in quel momento. Se ci si mette alla guida già irritati, nervosi e desiderosi di sfogarsi alla prima occasione, di certo non dovremmo tardare per sfoderare tutta la nostra rabbia e repressione. Trovare come attenuante il fatto che eravamo già in uno stato emotivo alterato non è una buona ragione per riversare all'esterno tutta la nostra violenza verbale o peggio.

La ricerca esterna del "fattore scatenante" per riprodurre emozioni positive come, gioia, contentezza, euforia, entusiasmo ecc. ed evitare quelle negative come rabbia, frustrazione, tristezza, senso di solitudine, inadeguatezza e "chi più ne ha più ne metta", non servirà a risolverci quell'enorme buco nel cuore. Le persone normalmente equilibrate con scarsa tendenza ad addossarsi colpe o a passare da una emozione estrema all'altra, globalmente riusciranno a sfangarsi la vita senza la grande necessità di analizzarsi e tenere sotto controllo la loro altalena umorale, ma quelli condannati dalle variazioni degli stati emotivi saranno sempre a caccia di un perché.

Abbiamo letto libri, alcuni più volte e sottolineando frasi per noi importanti, seguito seminari gratuiti o con salati pagamenti, seguito youtubers motivazionali di ogni genere, ci siamo confrontati con dichiarazioni di personaggi noti ma alla fine si ricade in quella voragine di sentimenti negativi da cui ci sembra impossibile riemergere.

Cos'è difficile da capire? O meglio di cosa dobbiamo diventare davvero consapevoli? Lo abbiamo sentito, letto, ripetuto eppure non riusciamo effettivamente a comprendere e diventare consapevoli che il sentimento negativo è dentro di noi. Lo sono anche i positivi, ma di quelli non ci curiamo molto perché ovviamente l'effetto è piacevole. Forse dovremmo! Dal momento che cerchiamo di riprodurli velocemente tentando di trovare cause esterne che possano piacevolmente indurceli. Tuttavia nella realtà è davanti al sentimento negativo da sopportare che reagiamo in modo scomposto ed ansioso aggravando la situazione, pertanto è proprio per questo che occorre diventare consapevoli sempre di più che i sentimenti sono dentro di noi.

Se si riesce nella impresa probabilmente riusciamo a dare a questi stati emotivi la giusta prospettiva per iniziare a fronteggiarli quanto li proviamo. O meglio ad accettarli sapendo che passerà come passa tutto. Sono certa che vi è capitato almeno una volta nella vita di seguire il consiglio di una amico e vi siete recati ad una festa o un viaggio proprio nel bel mezzo di un vostro momento di sentimenti negativi. Il risultato è stato ancora più devastante, non siete riusciti neanche per un attimo a liberarvi del peso e la vostra tristezza stampata in fronte ha fatto sì che gli altri vi evitassero come la peste. Oppure avete allentato la morsa del dolore buttandovi in eccessi, ottenendo solo di essere additati dai più come fuori di testa e guardati con scherno ed ilarità. In ogni caso alla fine siete tornati della festa o viaggio ancora più a pezzi di prima. 

Anni fa seppi che un ragazzo che conoscevo come dolce e solare si era tolto la vita al ritorno da una festa dove apparentemente era stato bene. Probabilmente in quel caso intervenivano ulteriori fattori di stress emotivo che non sto qui ad analizzare, quali depressione, ma quello che mi colpì era proprio l'effetto contrario ottenuto dagli amici che volevano solo tirargli su il morale. Quell'episodio mi è sempre rimasto impresso come monito che cercare una distrazione esterna in situazioni che esaltano il sentimento opposto a quello che si sta provando può aggravare la situazione.  Gli amici purtroppo hanno fatto quello che hanno potuto secondo lo schema di una reazione sociale consolidata che occorra "distrarsi" per allontanare i sentimenti negativi. 

Ma i sentimenti negativi sono dentro di noi. Anni fà pensavo che viaggiare potesse allentarmi certe tensioni, dimenticando che nel viaggio portavo appresso l'unica cosa che volevo lasciare a casa: "me stessa". Noi guardiamo il mondo filtrato da quello che siamo, usiamo il nostro metro ed è difficile che questi meccanismi di conoscenza siano variati da eventi esterni se noi non lo vogliamo. Non a caso si dice "si è lasciato condizionare", quindi questo implica che alla fin fine siamo noi a far si che gli eventi esterni ci modifichino.

Ovviamente sto parlando di vita vissuta normalmente e non di situazioni estreme o in presenza di comportamenti patologici, quelli sono materia di altro spessore e altri luoghi. Tuttavia anche nella cosiddetta normalità i motivi e cause interne che ci spingono a vivere male ci sono e sono dolorosissime. Quindi quale è la soluzione? Sempre quella: arrivare alla consapevolezza, diventare consapevoli che i sentimenti negativi abitino dentro di noi. Finché non arriviamo a questa totale consapevolezza saremo dipendenti dalla nostra personale "droga", ossia quella apparente motivazione esterna che riesce a regalarci un barlume di momentaneo sollievo nel mare negativo dei nostri pensieri. 

Un esempio? Fare shopping quando si è tristi, il tempo di riporre le cose inutili e la nostra mente sta già turbinando nel nero più nero. Come si arriva alla consapevolezza? Come te ne accorgi? È qualcosa che ti appare chiara all'improvviso, quella risposta che ti arriva inaspettatamente e poi nulla sarà più come prima. Abbiamo provato tante volte questa sensazione, quando abbiamo cercato di risolvere un rompicapo e poi alla fine abbiamo trovato la soluzione, quando abbiamo studiato una lingua di cui non capivamo nulla poi in un certo momento tutto è diventato facile e naturale, quando non riuscivamo a guardare un disegno astratto senza riuscire a vedere l'elemento tridimensionale nascosto e così via con altri esempi che possiamo trovare. Ciascuno di noi ha sperimentato il momento della "rivelazione" ma prima ci siamo applicati, a volte in modo un po' disordinato, per arrivare al risultato sperato.

Una volta che diventiamo consapevoli di questa meravigliosa verità riusciamo a dare il giusto peso a ciò che proviamo e viviamo. Lo abbiamo letto, sentito e visto affermare da tanti e noi ci crediamo, ma occorre lavorarci con costanza, occorre ripeterselo , occorre non scoraggiarsi perché il premio è il più grande che si possa immaginare: la pace nel nostro cuore.

 


Fabiana pubblicato il 18.03.2019 [ Consapevolezza ]


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