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Quaderno della Coscienza

Noi, incostanza fatta a persona, proprio non ci riusciamo a focalizzarci sulle cose. In testa mille progetti e altrettanta voglia di rilassarci. Abbiamo seguito corsi di yoga, comprato libri per accrescere la memoria, motivazionali e per imparare a conoscerci meglio, seguito seminari di esaltati ma anche di onesti dispensatori di regole di vita, adocchiato le diverse religioni e le palestre per scaricare la tensione, ci siamo fatti leggere la mano e creduto nel destino, ma alla fine restiamo lì scetticamente con le mani in mano a cercare il bandolo della matassa della nostra vita. 

Ci sembra che gli altri siano arrivati e non ci accorgiamo del gran fiume di persone che invece galleggia come noi fra mediocrità e desiderio. Persino la nostra ambizione è debole, dispersiva e alla fine si arrende alle contorsioni della nostra mente.

Da cosa dipenda tutto ciò lo lasciamo dire agli esperti, ma ho la sensazione che ciascuno di noi in fondo lo sappia. Nella nostra società non c'è una educazione volta al sentire bensì al fare, come se l'azione non fosse una conseguenza di ciò che proviamo e pensiamo. La società tende ad inquadrare gli individui per categorie in base all'operato. Difficilmente si riesce ad apprezzare un asceta, un eremita o chi pratica la clausura religiosa. In generale appaiono come dei poveracci anche se loro sono le persone più serene e felici del mondo.

Eppure spesso nelle interviste di personaggi noti o anche di emeriti sconosciuti si sente parlare di una ricerca di sé e della propria serenità interiore. Quindi quella è l'aspirazione di tutti noi, ma alla fin fine davvero più difficile da ottenere che non lo smartphone di ultima generazione anche se siamo poveri in canna.

Quante volte abbiamo cercato di raddrizzare la nostra vita imitando qualcuno che godeva della nostra stima del momento e poi ci siamo dovuti arrendere al fatto che in effetti quel modello non ci apparteneva per niente? Va bene fare esperienze diverse purché troviamo il momento di riflettere su quale effetto abbia avuto su di noi, che sia positivo o negativo.

Come ottenere tutto ciò? Con il tempo ma anche aiutandoci con quello che io chiamo Quaderno della Coscienza che non è un Diario (concetto già introdotto nell'articolo Sprecare il tempo). Nel Quaderno della Coscienza occorre annottare le considerazioni su un argomento, non necessariamente importante e non necessariamente scrivendo seguendo uno schema. Certamente è importante scrivere la data e magari l'orario, quest'ultima se si riprende la scrittura in tempi diversi della giornata.

Come appare già evidente il contenuto potrà essere fra i più disparati e personali, banali o importanti, lo scopo è diventare coscienti di quello che proviamo davanti alle cose, pensieri e progetti. Il Quaderno della Coscienza non è per trovare soluzioni, quelle arriveranno da sole e anzi inizialmente potrebbe anche aumentare la confusione, ma per aiutarci a comprendere cosa c'è alla base delle nostre azioni, cioè diventare coscienti dei nostri comportamenti e dei nostri pensieri.

Tutti abbiamo detto almeno una volta "sono nervoso e di pessimo umore ma senza motivo" oppure "non so perché ho fatto così", c'è sempre una ragione e conoscerla ci aiuta nel vivere da protagonisti la nostra vita qualunque essa sia. Ci fa essere presenti in ogni istante della nostra vita anziché immaginare scenari futuri, perché (cit.) "la vita è quella cosa che ti accade mentre sei impegnato a fare progetti".

Cosa si può annotare? Per esempio si può riflettere sul perchè quando si deve studiare fisica (o qualsiasi altra materia non congeniale) vengono in mente mille pensieri diversi sui videogiochi, programmi tv ecc.; oppure perché anziché andare a dormire la notte si faccia zapping compulsivamente da un programma all'altro senza trovare pace; perché nonostante i ripetuti tentativi non si è mai riusciti a mettersi a dieta seriamente; perché non si salutano i vicini di casa; perché il corso di studi scelto non interessa più; perché non si danno esami, cosa ci impedisce di studiare: paura del fallimento, poco interesse, mancanza di metodo; perché il nostro lavoro non ci piace più oppure perché non riusciamo a cercarne uno nuovo con impegno, infatti al di là della situazione economica contingente una parte attiva l'abbiamo sempre nella definizione del nostro futuro; ecc.

Certo scritto così sembra che si sia alla ricerca dell'uovo di Colombo, ma in realtà spesso subiamo i nostri atteggiamenti negativi rifugiandoci nei sogni, senza sforzarci di prendere coscienza delle nostre azioni finiamo con il boicottare i nostri stessi progetti. 

Un esempio concreto

Come esempio propongo un argomento banale che scommetto è comune a moltissimi in questo tempo di foto digitali compulsive. Sono anni che cerco di mettere ordine al mare di foto scattate in ogni occasione, foto fatte da me e da altri, spesso con le stesse identiche inquadrature. Foto che non saranno sempre immortali visto che ci ostiniamo a non considerare che gli elementi elettronici si guastano e quelli ottici (CD) hanno una durata nominale di una ventina d'anni se ben conservati. In ogni caso potrebbe sempre accadere che il formato utilizzato diventi non più visionabile per tante ragioni connesse al progredire dell'informatica. In definitiva tutti quanti noi procrastiniamo il momento in cui vada fatta una selezione delle tonnellate di immagini per potere godere comodamente del momento evocato. Io ho dato di volta in volta colpa al programma poco adatto alla selezione, alla stanchezza, al freddo o caldo della stagione e via dicendo. Ogni scusa del momento era buona per farmi desistere nonostante il desiderio di porre ordine alla caterva di immagini e soprattutto riuscire così a godere del ricordo dei momenti fissati in digitale.

Conclusione ho deciso di fare le mie considerazioni in libertà nel mio Quaderno della Coscienza, così per vedere nero su bianco il groviglio di pensieri, obiettivi e sentimenti che mi tormentavano in questa vicenda. La sequenza potrebbe sembrare un non senso o inconcludente, ma come ho detto l'obiettivo non è stendere un programma di attività ma diventare coscienti di tutto ciò che ruota intorno ad un proprio progetto, proposito o desiderio.

Dal mio Quaderno della Coscienza

Sabato ........

Voglio mettere a posto le foto facendo una cernita ed eliminare doppioni, quelle venute male o senza senso.
Perché non inizio? Penso di perdere tempo? Forse non riesco a scegliere, uhm fuori c'è il sole e se... No esco dopo ora voglio almeno iniziare.
Forse ho paura di trascurare cose più importanti o di non riuscire a finire perché il lavoro è tanto e magari lascio le cose a metà.
Quindi ho paura di scegliere o di impiegare troppo tempo imbarcandomi in un lavoro troppo grande? E se non inizio come faccio con le altre foto che si stanno accumulando?Forse è meglio se mi do una ragione!
Perché voglio mettere a posto le foto?

  1. Per fare un albo di foto stampate da guardare comodamente.
  2. Per poi ricavare delle presentazioni da mettere nei social.
  3. Per liberare spazio nel PC.

Quale motivazione mi attira di più? Tutte? Forse la terza è una conseguenza delle altre due. Ma quanto pubblico nei social? Poco e niente però posso sempre mostrare la presentazione quando mi chiedono dei viaggi anziché rispondere evasivamente. Ma che programma uso? Boh non c'è bisogno che mi ponga questi pensieri ora, le immagini possono essere anche viste in sequenza dal visualizzatore immagine nel computer. Mi scelgo l'ultimo gita fatta e parto da lì, magari mi do un tempo, mi accendo la radio e poi vedo. Così riesco a capire se la cosa mi pesa e quanto ci impiego.

Domenica ......

Sono riuscita a creare solo le cartelle dove mettere le foto dell'ultima gita separando per argomenti e attività svolte, l'ho fatto volentieri perché sapevo che avevo un'ora a disposizione e poi sarei uscita. Adesso il progetto è impostato la prossima volta dovrò solo iniziare la selezione e vedere se riesco a farlo.

Risultato

Nel quaderno non ho più scritto nulla perché ho incominciato a lavorare sul mio progetto consapevole che dovevo procedere per gradi e a piccoli passi. Cioè semplicemente riducendo il numero di foto e raggrupparle in cartelle in modo che mi fosse facile visionarle. Mi sono sempre data un tempo per ogni attività. Inoltre sono diventata consapevole che il mio proposito di una selezione spinta o creazione di presentazioni elaborate derivava solo dalla desiderio di emulare quanto visto fare da altri ma in realtà non avevo nessuna intenzione di impiegare il tempo per imparare ad utilizzare programmi adatti a discapito di altre cose che mi piacciono di più, fra cui andare al cinema nel tempo libero.

La consapevolezza mi ha portato a ridurre la mia ambizione a vantaggio di una attività dalla resa decisamente meno strabiliante dell'obiettivo sognato ma che mi è stato possibile concludere senza sentirmi frustrata o inconcludente.

Questo è il compito del Quaderno della consapevolezza: aiutare a riflettere per poi trarre le decisioni idonee a quello che davvero vogliamo.

In questo caso sono arrivata ad una soluzione dopo due annotazioni nel Quaderno, tuttavia può accadere che ne serva una sola oppure diverse in tempi diversi. La capacità di trovare una soluzione dipende dall'argomento ma anche dall'allenamento che si ha nell'utilizzo. Di certo il Quaderno della Coscienza costituisce un ottimo aiuto per la conoscenza di sé intesa come essere unici, pensanti e senzienti.
Chi meglio di noi può sapere quello che proviamo? Dobbiamo solo imparare ad esprimerlo.


Fabiana pubblicato il 03.04.2018 [ Tecniche ]


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