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Voglio davvero darmi alle camminate?

Quaderno della Coscienza

Testi addietro ho introdotto la tecnica del Quaderno della Coscienza, lo chiamo così ma non è di certo una mia scoperta! A me serve moltissimo, quando lo utilizzo, ma ammetto che a volte ancora resto a palleggiarmi i pensieri in testa senza sapere bene che pesci pigliare. Quando lo vedo che mi fa l'occhiolino sulla scrivania un po' sento la pigrizia avvampare, ma superato il primo stadio mi aiuta tantissimo buttar giù quello che penso, anche disordinatamente.
Chi non ha mai scritto un diario può pensare che questo lo sia e magari ha paura di scrivere cose compromettenti che possano essere svelata ad una lettura accidentale o colposa. A meno che non scriviate "come far fuori la suocera e passarla liscia" non esistono grandi segreti nel fare quotidiano di ciascuno di noi.
Il quaderno serve esclusivamente per mettere ordine alle nostre idee e non è neanche necessario che le frasi siano comprensibili a tutti, basta che lo siano per noi. Se poi avete una pessima grafia come la mia siete sicuri che nessuno riuscirà a decifrarne il contenuto. Certe volte non ci riesco neanche io! 
Scrivere fa bene, allena la mente e la mano, non sappiamo più scrivere in corsivo inoltre la gestualità aiuta immediatamente a rilassarsi.

Detto questo ho intenzione di trattare degli argomenti specifici in modo da aiutare i più pigri e svogliati ad analizzare la tecnica e farla propria. Se leggete questo testo è chiaro che siete incuriositi dal titolo e magari è proprio il vostro attuale piccolo dilemma. Molti sono stati travolti dalla recente moda dei cammini. Tanti ne parlano e sembra che nel camminare si trovi la pace interiore tanta ricercata, si facciano amicizie e magari anche l'anima gemella. C'è chi fa il Cammino di Santiago per farsi delle storie sentimentali, c'è un vero business parallelo di camere affittate all'uopo. Qualunque sia la motivazione che spinge a scegliere di cimentarsi in una impresa, comunque impegnativa, vale la pena di interrogarsi in partenza in modo d'accettare l'esperienza fatta al meglio possibile e non come un episodio buttato lì nella nostra vita. Infatti se si parte con certe aspettative e si verifica tutt'altro, o non succede nulla di quello che si era sognato si rischia di non vivere il presente dell'esperienza. Magari mentre la si sta facendo si sogna di essere da un'altra parte impegnati in qualcosa che in quel momento qualcuno ci ha detto essere migliore.  Questo è vero per qualsiasi cosa. É evidente che se non si ha nessuna esperienza le nostre scelte sono basate sulle sensazioni che ci spingono a provarla, ma una cosa è lasciare la sensazione ad alimentare i pensieri un'altra e scriverla dedicandogli la dovuta riflessione. Il compito del Quaderno della Coscienza è aiutarci a vivere la nostra vita e non a subirla.

Quindi dopo avere sentito parlare entusiasticamente amici, conoscenti o emeriti sconosciuti del magico mondo dei cammini ci è venuta voglia di sperimentarlo ma in fondo al cuore abbiamo qualche piccola perplessità. Usiamo il Quaderno della Coscienza per conciliare le voci contrastanti che sentiamo dentro di noi. Di seguito un esempio di domande a ruota libera che possiamo farci.

  1. Mi interessa davvero o mi piacciono le persone che me ne hanno parlato?
  2. Ho davvero voglia di stancarmi o preferisco riposare visto che è un periodo di stress?
  3. Lo faccio perchè voglio trovare compagno o perchè voglio ritrovare la serenità?
  4. Penso di allargare le mie conoscenze o cambiare quelle attuali?
  5. Mi interessa perchè è moda e posso dire di averlo fatto anche io?
  6. Se rispondo sì alla precedente domanda, quanto sono disposto a sacrificare della comodità per poter fare questa esperienza?
  7. Preferisco sacrificare un lungo periodo per vedere cosa succede con un cammino stile pellegrinaggio oppure mi cerco qualche breve passeggiata per iniziare?
  8. Mi serve sicuramente dell'attrezzatura, voglio spendere o me ne frego e prima vedo se mi piace? 
  9. Lo faccio perchè mi sento solo?
  10. E se mi vengono le bolle ai piedi ho voglia di sopportarlo? Forse è meglio comprare almeno le scarpe.
  11. E se incontro animali selvatici o insetti, cosa faccio?
  12. Contatto delle associazioni o chiedo se posso unirmi alle persone che me ne hanno parlato?
  13. Ho voglia di alzarmi presto?

Uno volta scritte le domande cerchiamo di dare delle riposte mentalmente,  ma sarebbe meglio per iscritto con riferimento al numero della domanda. Per esempio:

  1. Non ne sono sicuro, le persone sembrano affascinanti ed entusiaste ma ho paura di stancarmi troppo e non provare anche io quello che provano loro.
  2. In questo periodo vorrei divertirmi, loro sembrano divertirsi non so quanto sono disposto a tentare. Oppure si può anche scrivere: benché non sia convinto voglio provare male che vada butto via un weekend.
  3. Non mi dispiacerebbe conoscere qualcuno adatto a me ma non ho capito bene che tipo di persone ama queste cose, non vorrei conoscere solo fanatici.
  4. Mi piacerebbe conoscere gente interessante, e se non le conosco? Pazienza!
  5. Un po' mi attira perchè le persone sembrano felici.
  6. Più che la comodità ho paura di farmi male, dovrò informarmi meglio su tempi e scarpe adatte.
  7. Magari un inizio graduale non sarebbe male.
  8. Guardo in Internet e poi chiedo ad un esperto sperando abbia la risposta adatta a me.
  9. Forse un po'.
  10. Per le bolle credo ci siano i rimedi, meglio informarsi prima.
  11. Farò escursioni sicure e non ho una grande paura degli insetti. Oppure ho paura delle cavallette ma posso anche convincermi che non mi possono fare del male.
  12. Prima prendo informazioni da chi me ne ha parlato e poi contatto una associazione così sono sicuro/ai non essere solo/a.
  13. Insomma... sono un po' pigro ma bisogna pur provare qualcosa di diverso.

Questo è solo il primo passo per stabilire se si ha voglia o meno di avventurarsi in una nuova esperienza, poi seguono i passi successivi per affrontare uscite ed attrezzatura. Sempre che se ne abbia bisogno! Il Quaderno serve per aiutarci nell'incertezza o se siamo troppo impulsivi. La lista delle domande può essere più lunga ed anche ripetuta, allenarsi a farsi le domande e scriverle ci aiuta molto nella riflessione e conoscenza di noi, soprattutto se andiamo a rileggerle tempo dopo. Buona fortuna ma soprattutto "Buon cammino!" (frase augurale che ci si scambia nel Cammino di Santiago).


Fabiana pubblicato il 01.06.2018 [ Tecniche ]


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