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Uno scritto a caso

RIPARTIMIO
[poesia] Poesia in romanesco satira politica
Pierluigi Camilli
19.04.2008

Il Tricolore

A che cosa servirebbe per di più?

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera: “Tricolore italiano”; uso :”Bandiera civile e di stato”. “La bandiera italiana è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, così definita dall'articolo 12 della Costituzione della repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947. Il 7 gennaio di ogni anno la bandiera italiana è protagonista della giornata nazionale della bandiera, istituita dalla legge nº 671 del 31 dicembre 1996.”

 

Ora è quasi al contrario. Le bandiere tricolore restano in un ripostiglio in attesa del giorno del campionato del mondo del calcio. Gli italiani si ricordano della nostra bandiera solo in queste occasioni, sentono di essere italiani tenaci quando accade un fatto eclatante (come ogni quattro anni al girone dell'Italia nei Mondiali di calcio); solamente in quell'occasione si sentono orgogliosi ma... non di puri ideali patriottici, bensì di essere i più forti in una partita di pallone.

Certamente sarebbe illogico criticare questo sfavillio di bandiere che abbiamo visto alla televisione, al cinema, alle piazze... Tutti i mass media amano dedicare questi avvenimenti. Beh, dare risalto a simile fatto e relativa vittoria (fase eliminatoria, gironi, ecc.) sarebbe non una vera pochezza, ma come sarebbe possibile concepire i milioni di esseri, tutti con la bandiera in mano, tra urla forsennate, lacrime, grida parossistiche da isterismo incontrollato tanto da distruggere fontane pubbliche, parchi, monumenti come fossero vandali e barbari!

Diversamente alle Olimpiadi... Per conoscere i nostri “avventurieri”, il tricolore viene evidenziato nella sfilata d'apertura dal capo-comitiva e per il podio l'innalzamento sulle aste con inni adeguati. C'è differenza: così è rispetto e onore, e l'Italia si inchina.

L'articolo 292: Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato” del codice penale tutela la bandiera italiana; nel caso in questione l'articolo due: “Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.”. In una sola occasione ho avuto modo di vedere, in un porta-rifiuti, uno sciupato tricolore (era il giorno dopo la finale Italia-Francia del 2006, in quel di Bellaria, dove mi trovavo in vacanza).

Provate a chiedere a un ragazzo e meno giovane quando comparve per la prima volta il tricolore e la sua storia, nessuno vi darà la risposta, anche se certi che la bandiera è il simbolo della Patria.

VERDE: per il colore delle nostre pianure;

BIANCO: per la neve delle nostre cime;

ROSSO: il sangue dei nostri caduti.

Sì, quel sangue degli italiani usato a osannare ogni partita calcistica (a volte violenta) vincente dell'Italia!

La bandiera italiana, la sua storia: «È una variante della bandiera della rivoluzione francese, nella quale fu sostituito l'azzurro con il verde che, secondo il simbolo massonico, significava la natura e i diritti naturali (uguaglianza e libertà). Non si sa precisamente quando è utilizzata per la prima volta; Napoleone la adottò il 15 maggio 1796 per le Legioni lombarde e italiane. Nell'ottobre medesimo anno il Tricolore assunse il titolo di bandiera rivoluzionaria italiana e il suo verde, proclamato colore nazionale, divenne per i patrioti simbolo di speranza per un migliore avvenire: con questo valore fu adottato dalla Repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797, qualche mese dopo da Bergamo e Brescia e, poi, dalla Repubblica Cisalpina. In quell'epoca le sue bande erano disposte talvolta verticalmente all'asta con quella verde in primo luogo, talvolta orizzontalmente con la verde in alto; a cominciare dal I maggio 1798 soltanto verticalmente, con asta ricolorata a spirale, terminante con punta bianca. Nella metà del 1802 la forma diviene quadrata, con tre quadrati degli stessi colori racchiusi l'un nell'altro; questo cambiamento fu voluto dal Melzi (Vice presidente dello Stato) per cancellare ogni vincolo rivoluzionario legato alla bandiera. Abolito alla caduta del Regno Italico, il tricolore fu ripreso, nella sua variante rettangolare, dai patrioti dei moti del 1821 e del 1831. Mazzini la scelse come bandiera per la sua Giovine Italia e fu subito adottata anche dalle truppe garibaldine. Durante i moti del 1848/49 sventola in tutti gli Stati Italiani nei quali sorsero governi costituzionali (Regno di Napoli, Sicilia, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena, Milano, Venezia e Piemonte). La variante sabauda divenne bandiera del regno d'Italia fino al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando l'Italia divenne repubblica e lo scudo dei Savoia fu eliminato.»

La storia del Tricolore: quanta storia, quanti eroi, quanti morti, quanto sangue per amore dell'Italia. Di questo dobbiamo essere orgogliosi, piacenti, onorati, di essere Italiani per i sacrifici che hanno fatto i nostri antenati, non solo per una partita “casinista” di calcio.

 


Gianmarco Dosselli pubblicato il 21.08.2017 [Saggistica]


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