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La casa del poeta

In difesa di un albero secolare

Sulla meravigliosa spiaggia fra Pistis e Torre dei Corsari si affaccia un ginepro secolare la cui salvaguardia ha dato il via ad una storia meravigliosa. Il ginepro è una pianta della macchia mediterranea forte e resistente agli attacchi dei tarli, è stato a lungo utilizzato per tutto anche, purtroppo, per riscaldare.  Attualmente è protetto ed il taglio o raccolta sono severamente vietati. Decenni fà non era così, era d'uso comune andare per boschi a fare legna senza troppi pensieri. Tuttavia non bisogna subito salire sullo scranno dei giudici, in realtà prima che lo Stato si accorgesse dei propri beni e della necessità di tutelarli esisteva un certo controllo del territorio e delle sue risorse. Non mancavano delle intemperanza ed eccessi da parte di qualcuno, ma anche delle sensibilità più raffinate da parte di chi sapeva meglio di tutti vedere oltre il valore pratico di un bene facilmente reperibile senza tanti vincoli.

Così prima che gli uomini della forestale presidiassero il territorio facendo rispettare le leggi, ci pensò un abitante del luogo a salvare la vita di un vecchio e glorioso ginepro secolare. Per evitare che la scure si abbattesse sulle robuste fibre lignee, l'improvvisato ecologista prese moglie e buonavolontà e si trasferì sotto le fronde riconoscenti. Sfruttando il naturale andamento di alcuni rami radenti al suolo allestì una capanna. Utilizzando l'odoroso elicriso e sapienti intrecci arbòrei la struttura divenne così bella e solida da essere chiamata casa. Doveva essere solo un presidio di salvaguardia momentanea nella stagione dedicata del taglio delle piante, ed invece finì con diventare la residenza estiva della coppia. Estiva in senso allargato, come si usa intendere in Sardegna dove significati ed ordini di grandezza non sono proprio quelli della madre patria. Ben presto l'occupazione della capanna-casa iniziò a partire da marzo per finire a settembre.

Nei tempi in cui le notizie particolari si diffondevano con lo strano magico tam tam chiamato passaparola,  la storia arrivò alle orecchie di una nota rivista naturalistica che si interessò alla vicenda. Non so dire se sia successo prima o dopo la scoperta giornalistica, ma sta di fatto che ad un certo momento iniziarono ad essere raccolti pensieri vari e poesie lasciati di chi si recava in visita. Anche il nostro eroe, Efisio Sanna, si trasformò in poeta e con la gentile consorte, Orlanda Sassu, riceveva ospiti e loro scritti ma sempre vigilando sul benessere dell'amato vecchio amico. Almeno finchè ne ha avuto le forze. Con la sua impossibilità di accudire il sito il degrado ha preso il sopravvento, vento forte ed intemperie hanno spazzato via la bella struttura, che fà ancora mostra di sè solo in alcuni siti internet o pagine social come se fosse ancora in essere. C'è stato un tentativo del Comune di Arbus, a cui appartiene il territorio, di incaricare una cooperativa per la cura della "casa". Ma le scarse risorse utilizzate e forse le troppe aspettative verso un posto che è solo del cuore hanno fatto naufragare l'iniziativa. 

Il ginepro non corre più il pericolo di essere abbattuto, l'intera zona è protetta da una autorità superiore rispetto alla generosa volontà di un singolo. Leggi e custodi dello Stato vigilano con più mezzi rispetto al semplice presidio di Tzìu Efisio (tziu si legge ziu, vuol dire zio ossia il modo in cui si chiamavano familiarmente le persone anziane in Sardegna), invece della sua opera e di tanti scritti rimane ben poco. Non so dirvi in realtà quando sia avvenuto il grosso della distruzione della capanna, ma da alcune testimonianza raccolte già dieci anni fa era sparito quasi tutto e restava solo una sorta di alcova con affaccio sullo splendido mare. Probabilmente saranno stati sufficienti uno o due anni senza la presenza del poeta Efisio per far sì che la capanna andasse in rovina. Ma non il pluricentenario ginepro, che è rimasto "L'albero del poeta".

Attualmente c'è un volenteroso signor Gianni che spende gratuitamente il suo tempo libero mantendo in ordine il sito. Fa quello che può per mantenere l'aurea mistica. Infatti lo vediamo comparire con pochi attrezzi per risistemare pietre e battuto spazzati delle recenti piogge, e contemporaneamente a vigilare su chi si sofferma per svariati motivi sotto le secolari fronde. É da lui che apprendo la maggior parte della storia, fra realtà e leggenda. Purtroppo non faccio tutte le domande che mi vengono in mente ora mentre scrivo e lui non è stato in grado di rispondere a tutte quelle che ho fatto.  Ma forse è sempre meglio lasciare un alone di mistero.

Alla fine della casa del poeta oggi resta appunto quella piccola parte che sembra quasi una alcova, mentre i mazzi di elicriso vengono allegramente rinnovati per ricordare l'antico profumo della capanna perduta. La maggior parte degli scritti sono andati persi. Signor Gianni ha creato una cassetta in legno, stile legìo, all'interno della quale si trova l'ultima poesia dei Poeta scritta su una busta commerciale. 

Questo è il testo ricopiato integralmente:

POESIA PER L'ALBERO

"1980"

ORLANDA SASSU E

EFISIO SANNA

Come rondine puntuale son tornato 

Da te amato nido ad abitare

Immerso ancor nel sonno ti ho trovato

In quest'oasi di pace a sognare.

Lieve il mio piede si è posato

Premuroso quel sonno a non turbare

Ma tu al mio apparir ti sei destato

Come se in ansia fossi ad aspettare

Al mio cuor ti sei stretto e ti ho baciato

Con tanto amor quanto il mio cuor può dare

Dall'alto la luna ha guardato e

Vedendomi di lacrime imperlato il viso

Commossa si è chinata e mi ha sorriso

Ah nido incomparabile

Figura del creato

Quanta tenerezza infondi mio cuore

Quanta umiltà mi insegni

Quanto amore

 

Sotto le fronde sono stati collocati due meravigliosi scanni in legno massicio, donati da un estimatore del luogo, comodi e decorati su cui sedersi per scrivere i propri pensieri da affidare all'albero, oppure leggere quelli lasciati dagli altri o semplicemente godersi quella natura così selvaggia e poetica.  Nella cassetta si trova carta e penna, se si è ispirati ma privi della materia prima. Una volta scritti i propri pensieri si possono affidare alla pianta e alla clemenza del tempo oppure riporli nelle cassetta. É vero non è stagna e le infiltrazioni d'acqua piovana rischiano di fare poltiglia del contenuto, ma come dice signor Gianni "pazienza!" ed io aggiungo che lo scopo sarà comunque salvo, cioè quello di farci fermare un attimo a riflettere su come sia importante l'azione di un singolo essere umano. Gli scritti del Poeta Efisio non saranno memorabili e neanche quelli degli altri, ma quello che è stato fatto da lui e l'accondiscendente moglie sono un grande esempio per tutti noi. E grazie anche a signor Gianni che si prende cura del posto per tutti noi.

 


Marina Hiker pubblicato il 10.11.2018 [ Viaggi ]


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