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Prima uscita dell'anno dei Mamuthones

I fuochi di Sant'Antonio

Mamuthone maschera di MamoiadaL'accensione dei fuochi in onore di Sant'Antonio è la prima uscita ufficiale dell'anno della famosa maschera di Mamoida chiamata Mamuthone. Una maschera dalle fattezze animalesche ma con uno strano fazzoletto in testa quale omaggio al femminile la cui presenza reale era interdetta in quella antica rappresentazione del mondo pastorale. Le maschere che sfilano in realtà sono due i Mamuthones e gli Issohadores, la "h" è aspirata come accade per altre lingue diverse dall'italiano. Issohadore maschera di MamoiadaMa sono anche due le compagnie che portano avanti questa sentita manifestazione, la differenza sta proprio nell'Issohadore con una maschera bianca per una, senza maschera per l'altra. Anche qui c'è un omaggio al femminile rappresentato dallo scialle nero ricamato e posto sopra i fianchi. Negli anni la pesante sfilata dei Mamuthones si è moltiplicata oltre le due uscite tradizionali dei fuochi e per carnevale. Vanno persino in tournée ed il rischio di un asservimento alle esigenze turistiche è sempre all'orizzonte. O meglio quando li si vede sfilare in pieno agosto, con il concreto rischio di un colpo apoplettico per il caldo ed il peso dei campanacci, la sensazione è proprio quella di un reale cedimento alle lusinghe attrattive per il soddisfacimento turistico. Ma spesso l'alternativa è quella di far morire le tradizioni. Questo rischio si è davvero corso anni addietro quando la tendenza a cancellare il passato, perché considerato poco moderno e in antitesi con lo sviluppo, era negli intenti e programmi politici dei più.

Tuttavia se si va alla festa dei fuochi per Sant'Antonio si capisce subito che se anche generosamente ospitati e rifocillati con dolci e vino, offerti gratuitamente dalla popolazione, quella è la celebrazione più sentita e gelosamente onorata dal mamoiadini. Turisti e curiosi sono benaccetti ma il rituale deve essere rispettato e non si adegua alle esigenze delle masse disorientate di conoscere in anticipo le mosse delle due associazioni dedite al rituale. Inizialmente i fuochi erano pochi ma con l'andare degli anni si sono moltiplicati diventando necessaria la suddivisione in zone per la cerimonia propiziatoria. Così una associazione si dedica ai fuochi della parte alta del paese e l'altra della parte bassa. I fuochi sono diventati circa quaranta, data l'esiguità della popolazione (statistiche ufficiali) si può dire quasi uno per gruppi di case più che per rione.

Issohadores si posizionano davanti al fuoco

Mamuthones si posizionano intorno al fuoco

 

Tutti devono essere onorati con la sequenza codificata di danza pesante nella giornata del 17 gennaio, giorno appunto calendarizzato per la venerazione del Santo. I trenta chili dei campanacci sulla schiena, scossi affinché suonino con quel caratteristico rumore, richiedono una forza ed una dedizione che dopo svariate volte che viene ripetuto il rituale può comprensibilmente necessitare di una pausa per rifiatare. Un mamuthone seduto per riprendere energie diventa un'occasione ghiotta per una foto. I mMamuthone in pausa per la faticapartecipanti in generale non sorridono molto ma bisogna convenire che a nessuno di noi verrebbe voglia di farlo con quel fardello danzante sulle spalle.

Fuoco per Sant'AntonioI fuochi vengono accesi con mastodontici tronchi nella sera del 16 gennaio e devono durare fino a due giorni dopo quando saranno inesorabilmente spenti. Ricordano il mito di Prometeo trasferito nel Santo Patrono. Infatti non è più il titano greco ad aver donato il fuoco agli uomini rubandolo agli dei ma la leggenda si trasforma in cristiana, come molti altri riti pagani, ed è Sant'Antonio a prelevare con l'inganno dal diavolo lo strumento che ha emancipato l'uomo dal suo stato primitivo.

Intorno a tutti i fochi si riunisce la comunità del quartiere ed in gazebo improvvisati si allestiscono banchetti, mescite di vino e distribuzione di dolci. Il vino rosso forte ma buono e genuino, difficilmente lascerà tracce devastanti il giorno dopo nella vostra testa anche se andate un po' oltre il vostro limite. Certo gli autoctoni vanno abbastanza oltre, ma li vedi pronti a proseguire i festeggiamenti con fierezza nelle tre giornate canoniche.

Giovanissimi Issohadores e MamuthonesGiovanissimi Issohadores e Mamuthones pronti per il ritualePer finire le due associazioni fanno sfilare anche i loro rappresentanti più piccoli con un carico di campanacci dimezzato, non so dirvi se anche il percorso venga ridotto, spero proprio di sì. Sono molto carini e composti, prendono il loro compito con l'entusiasmo e la dedizione che la gioventù infonde. La tradizione negli anni a venire per ora è al sicuro.

 


Marina Hiker pubblicato il 24.01.2020 [ Viaggi ]


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