Con associazioni o fai da te
A mio parere la trasmissione "La terra vista dal cielo" del giornalista di Yann Arthus-Bertrand (trasmessa su RAI 5) è una fonte di notizie inestimabile, ma soprattutto tende ad esporre senza enfasi ed isterismi le modalità con cui usiamo le risorse naturali. Trovo interessante poter ascoltare i diversi punti di vista e alla fine decidere.
Certo spesso è la pigrizia a farci prendere la decisione su come alimentare il nostro organismo, ma anche quella è una strada lecita se consapevole. Il problema sorge quando assecondiamo il mercato rifiutandoci di informarci per poi unirci a delle battaglie solo perché ci riguardano direttamente.
In realtà nessuno di noi sa se un argomento, che al momento ci appare estraneo, potrà interessarci in un prossimo futuro. Pertanto vale la pena di ascoltare punti di vista che ci sembrano lontani e noiosi.
Per esempio quanti di noi vanno al supermercato e comprano i pomodori belli rossi distinquendo al massimo due o tre tipi? La maggior parte fa la differenza basandosi sulla grandezza e sul colore, il resto lo consideriamo roba da chef. Eppure ci sono circa duemila varietà di pomodoro e sicuramente alternarne qualcuna in più delle solite darebbe una spinta al sano consumo di ortaggi, così auspicabile per la nostra salute. Lo stesso discorso vale per gli altri prodotti della terra.
Ma per la coltivazione e commercializzione di prodotti diversi e stagionali occorre un supporto organizzativo, altrimenti la strada sarà sempre quella fin qui tracciata dal commercio globale.
E' necessaria sì una volontà del singolo consumatore di mettere da parte un po' della propria pigrizia ma anche un aiuto organizzativo per evitare che gli ostacoli diventino scoraggianti.
A tal fine sono sorte delle organizzazioni e associazioni in grado di supportare contadini e consumatori. Fra queste la francese AMAP, citata nel filmato, e tante altre nelle diverse nazioni.
Non ho trovato al momento corrispondenti in Italia ma mi riservo di fare una ricerca più approfondita. Al momento esiste un accordo fra la mia giovane verduraia ed un coltivatore di fave, lei si è aggiudicata l'intero raccolto che poi rivende a noi clienti. Applica la stessa modalità con altri produttori ed io mi fido di lei. In piccolo qualcosa si può fare.
No non posso dire che siano tutte "rose e fiori". Io stessa anni fa sono stata vittima di un pessimo acquisto di pere direttamente dal produttore e ho rimediato una figuraccia con i miei commensali ospiti. Però, a parte aver messo la croce sopra quel particolare personaggio, non ho smesso di cercare di consumare qualcosa che non arrivi dall'altro capo del mondo e mi offra una alternativa al mio non così sopraffino palato.
Amanda Decori pubblicato il 12.06.2014
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