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Grafene in 3D

rivoluzione epocale per edilizia?

Grafene materiale bidimensionale che è valso un Nobel per la Fisica nel 2010 ai suoi scopritori (Andre Geim e Konstantin Novoselov, 2004 Università di Manchester). Più duro dell'acciaio ma estremamente più leggero, una scoperta da urlo se non fosse che così non è assolutamente utilizzabile per qualsiasi oggetto o parte di esso. Quindi se già capitani d'industria automobilistica o edilizia si stavano fregando le mani, ecco che il freno a mano (giusto per restare in tema meccanico) ancora prima di partire è stato tirato . E allora?

La mente umana è come l'acqua, se qualche goccia trova una nuova via altre la seguiranno da prima debolmente poi sempre più frequenti fino a diventare una vena piena. Qualcuno si è posto il problema di non lasciare solo sulla carta una scoperta così importante per la vita del genere umano, cercando di “regalarle” la terza dimensione fondamentale per l'autonoma progressione in altezza di ogni cosa. E chi se non il mitico MIT (Massachusetts Institute of Technology) poteva azzardare una simile sfida? Così il grafene è diventato 3D in una forma geometrica da arte contemporanea, una sorta di nido d'ape dalle forme morbide e plastiche, brillante nel suo fucsia scelto probabilmente per esaltarne l'aspetto.

E adesso? Adesso la palla passa ad altre “gocce” di cervello per adattare la scoperta ad utilizzi pratici ed ovviamente economici che potrebbero aiutarci a creare, per esempi, strutture abitabili più resistenti ma anche più leggere e di conseguenza men pericolose in caso di crollo. Gli scenari che si aprono sono infiniti soprattutto se associati a fantasie architettoniche e rigore funzionale ingegneristico.

Tuttavia ad ogni rivoluzione fa sempre da contraltare una controrivoluzione e le forze reazionarie, anche non sempre questo rappresenta un dato negativo ma a volte di prudenza, metteranno in atto delle azioni difensive. Perché la domanda, come diceva qualcuno, sorge spontanea: se questo materiale dovesse sostituire in toto o quasi le strutture in acciaio che fine farebbero le grandi fonderie? Sappiamo bene quali sviluppi e tragedie abbiano portato con se le acciaierie ovunque sia state installate e poi dismesse. I cinesi con le loro acciaierie più grandi al mondo lascerebbero andare a cuor leggero una grande fetta del loro ricavo? O forse incomincerebbero a fare man bassa di tutti i brevetti applicativi del grafene così come stanno facendo in decine di altri campi? O forse entrambe le cose decidendo quando e come rilasciare all'umanità nuove scoperte nel tentativo di perpetuare all'infinito la loro supremazia anche in campo tecnologico?

Il discorso qui puoi scivolare nel fantapolitico ma una cosa è certa nessuna grandiosa scoperta è rimasta impunita.

Per chi vuole andare alla fonte e conosce inglese rimando al video di presentazione del MIT


ing. marina pubblicato il 13.01.2017 [ Attualità ]


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