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Uno scritto a caso

MASO
[scritto] Una ragazza non sa che il suo insegnante di teatro è un pericoloso serial killer,scappato dal manico
giorgio salesi
21.08.2008

Nostra Signora della solitudine

non fidarsi del titolo

Quel libro abbandonato a casa mia da una amica è rimasto sullo scaffale per tanto tempo, ogni volta guardavo il titolo, giravo alla terza di copertina e ne leggevo l'indicazione che mi avrebbe dovuto invogliare alla lettura senza però, incredibilmente, capirne il significato. Per lungo tempo la parola "Solitudine" preceduta dal "Nostra Signora" ha offuscato la vista sulla caratteristica riportata sul retro della copertina "romanzo giallo". L'idea di imbattermi in storie tristi di donne, come sembrava mi suggerisse il titolo, mi faceva rimandare a momenti di umore migliore, o di totale assenza di materiale alternativo, l'aggressione a quelle pagine che avevo già marcato come lacrimevoli e pesanti. Siamo tutti soggetti a pregiudizi anche quelli della peggior specie, cioè quelli nati da una cattiva lettura ed interpretazione di un contenuto. Quando si parte da un presupposto si finisce persino con leggere male, distrattamente e superficialmente pur di trovare rispondenza alla nostra idea preconcetta.

Poi la serata delle "vacche magre", del "non ho più nulla da leggere" è arrivata e con essa il coraggio di affrontare il libro che occhieggiava ad altezza viso. Ho letto le prime quattro righe e il mio amore è sbocciato come un colpo di fulmine in età matura. Mi sono chiesta quale insana idea mi avesse tenuto così lontano da quella soave ed avvincente descrizione di una sparizione nell'aeroporto di Miami. La descrizione dei sentimenti e delle diverse concezioni di vita fanno sentire il lettore confidente privileggiato degli affari privati dei personaggi. Le garbate ma puntuali e precise pennellate descrittive di persone ed ambienti fanno entrare nella trama come se si trattasse di in un quadro vivente. È un romanzo giallo "Nostra Signora della solitudine" di Marcela Serrano, ma in realtà è più un libro in cui il mistero è un pretesto per navigare fra le frustrazioni della vita che nascono, crescono e dipendono da una molteplicità di fattori, la maggior parte dei quali incontrollabili, che in qualche modo ci condizionano e fanno compiere delle azioni. Non c'è un vero giudizio, una morale o una giustificazione di queste azioni ma solo un meraviglioso racconto dai toni pacati e confidenziali del desiderio che ciascuno di noi almeno una volta nella vita ha provato: quello di sparire.


Edith pubblicato il 30.07.2019 [Recensione]


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