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Uno scritto a caso

L'Immortale
[poesia]
Martina Lililili
01.06.2011

Ridere è bello

Aspetti umoristici (di decenni fa) totalmente reali.

Ridere è bello

 

Ridere è bello e salubre. Ridere fa bene al sistema immunitario. Si ride sommessamente. Sguaiatamente. A denti stretti, e… i più geniali ridono a crepapelle. Barzellette, film comici, clown del circo: sono alcune dosi potenziali per sfornare il ridere; altro ingrediente, il più palesemente inaccorto, è l’umorismo nei fatti di cronaca reale. Proprio così! Non quelle stupidità che fanno ridere bambini e adulti che amano il cantafavole…

L’Universo, nella sua pur veste ampia di violenze e guerre, di serial killers e maniaci sessuali, ha, fortunatamente, una parte sana che si chiama, appunto, umorismo. Sia esso ironico, sia “micidiale” (che dir si voglia), l’umorismo vero è quello come se fosse un semaforo eternamente fissato sul verde che ci porta sulla via dell’allegria. Qualcuno stenterà credere se io sostenessi che una comare (madre di quattro figli) vorrebbe il marito farsi donna, mentre lei vorrebbe farsi uomo; infine, che un mio dotto amico ha confuso la semata (bibita a base di semi macinati di alcuni frutti) con un’azione da scemo!

Dopo questa parentesi, vi racconto quel che veramente accadde (alcuni anni addietro) e di tanto (spietatamente) allegro in ogni dove del mondo:


 

CHIOGGIA (Ve). Cimitero di Sottomarina: tutti raccolti per l’estremo saluto ad una defunta, ma i tre becchini si mettono a schiamazzare, gridare, s’insultano pesantemente, più indaffarati a litigare tra loro che a svolgere il loro incarico. I litigiosi trovano un improvviso punto di convergenza e scaricano, rimproverati, parolacce a tutti. Al momento di calare la bara la scaraventano, invece, dentro la fossa. Brutto episodio… quindi, dulcis in fundo, i litigiosi se ne vanno sempre urlando e bestemmiando. Così, ai parenti, non resta che armarsi di vanga e buona volontà e provvedere autarchicamente alle ultime operazioni.


 

BARRAFRANCA (En). Una bara… con sorpresa! Stupore per la famiglia di un uomo morto, nel 1961, quando aveva disseppellito la salma del congiunto. Nello stesso tempo, in cui gli operatori cimiteriali avevano aperto la bara, la famiglia si era trovata di fronte ad un imprevisto: i resti non erano di un uomo, bensì di una donna! Nessuna motivazione certa: si ammetteva che negli oltre trenta anni trascorsi, probabilmente vi fosse stato uno scambio di bare. Poveri parenti, hanno acceso ceri e portati fiori, per anni, ad un uomo che invece era una donna!


 


 

ASTI. Dopo aver fatto man bassa nella villa di un ricco commerciante, un ladro, dopo sentito l’abbaiare del cane uscito dalla cuccia in cortile, ridiscendendo le scale di corsa ha attraversato un corridoio tirandosi dietro la porta; il battente gli ha, però, tranciato il mignolo destro della mano rinvenuto, poi, dai carabinieri. L’interessante “indizio”, tramite l’impronta digitale, conduce all’identità del ladro. Povero imbranato… ma chi è? Mica Arsenio Lupin, perché egli è sempre il migliore.


 

DOMODOSSOLA (No). Ha ricevuto una laurea honoris causa, ma lui è già defunto! Il riconoscimento viene da un ateneo di New York. Sono bene informati questi americani! È come se io mandassi una cartolina di saluti e baci ad Abramo Lincoln ed, infine, che sarei stato a fargli visita il più presto possibile.


 

LONDRA. Fanno l’amore su una grossa quercia e la ragazza nell’estasi cade e si “rompe” tutta. Bel modo questa ricerca d’emozioni nuove e forti! Dopo ore di effusioni e giunti al culmine dell’eccitazione, un movimento di troppo ha fatto perdere l’equilibrio alla “oca” in calore che è caduta al suolo come un sasso. Ovviamente nuda, come l’altro scemo del suo ragazzo. Lei è stata subito soccorsa dalle guardie del parco che non vogliono credere ai loro occhi né al racconto dei fidanzati. Poveri… “Giulietta e Romeo”! Secondo me, si è trattato di un caso esemplare di “coitus interruptus”…

 

MILANO. Un algerino alla ricerca di un colpo da mettere a segno. Si aggira per una delle vie famose e nota una donna sola seduta ad un tavolino e decide di colpire; con mano di velluto deruba la donna. Due agenti assistono la scena e inseguono lo scippatore. La fuga è veloce, ma la paura di essere acchiappato fa compiere all’algerino l’errore fatale: si è girato durante la corsa e va a sbattere contro un palo. Così, a quello stupido ladro di colore, le manette diventano inevitabili. Il tutto è degno di un famoso film italiano “Scuola di ladri”.


 

 

MOSCA. Altri ladri (stra)idioti… Due malfattori russi, che nel tentativo di svaligiare una casa (proprietari assenti), si sono trovati alle prese con un feroce bull-terrier. I ladri, terrorizzati, si sono visti costretti a rifugiarsi sopra un… armadio! Più stupidi di come sono quando uno dei due, dietro consenso dell’altro, ha potuto raggiungere il telefono chiamando, per richiesta d’aiuto, la polizia! Sì, proprio la polizia… Poveri babbei: hanno creduto che le sbarre di prigione tenessero isolati dal feroce cane!


 

SINGAPORE. Un ex campione sportivo mentre si è accovacciato sull’impianto igienico ha sentito improvvisamente dolori lancinanti e si è messo ad urlare. È stato morso ai testicoli da un pitone di due metri e mezzo sbucato da un gabinetto alla turca in un circolo di golf. Alcuni inservienti lo hanno liberato dal morso del serpente. I sanitari hanno escluso la presenza di veleno nella ferita. Meno male, altrimenti chi si sarebbe offerto a “succhiare” il veleno dai testicoli!


 

PARIGI. Il distributore automatico di preservativi, nelle ore notturne, garantisce riservatezza, ma per un giovanotto francese no. Messe alcune monete e scattato il cassettino per il ritiro del “condom”, il ragazzo infila la mano per afferrare il pacchetto ma il cassettino, di scatto, rientra e blocca le dita del malcapitato. Il ragazzo tira, spinge, mugugna. È disperato… Passa più di un’ora prima che un gruppetto di ragazzi tiratardi si accorgono di lui. Tentano di aiutarlo in tutti i modi ma il cassettino (piccolo mascalzone!) sembra una morsa. Si telefona ai pompieri, ma senza riuscire a convincerli che non è uno scherzo. Soltanto tre dopo arrivano i soccorritori. Povero ragazzo! Così il suo probabile appuntamento è saltato.


 

TRENTO. Dopo aver assistito in tv (ore notturne) la pubblicità di una linea erotica, ha deciso di telefonare per avere un appuntamento intimo, ma ha avuto la sorpresa di sentirsi rispondere, al cellulare, dalla moglie!


 

WINNIPEG. Eder Fialho, brasiliano, era solo al comando, convinto di vincere l’oro nella maratona dei Giochi Panamericani, ma al ventunesimo chilometro dei quarantadue in programma, gli scappava di andare al cesso! Non ce la faceva più: aveva, da scaricare tanta “cacca” (scusate, meglio dire “feci”). Così, s’è visto costretto ad un insolito pit stop ai bordi della strada; s’è abbassato i pantaloncini e… (non sto qua a ricordarvelo che cosa n’è uscito dall’ano!). “Non ce la facevo più, avevo un tremendo mal di stomaco e ho dovuto fermarmi”, così si giustificò l’atleta brasiliano. Buon Dio, che cosa gli era successo? Un colpo di freddo la notte precedente o una scorpacciata di prugne? Macché, la colpa era del ketchup, la salsa con cui ha condito la pasta mangiata la sera precedente. Bravo, idiota! Così, per colpa della salsa “infuocata”, dalla medaglia d’oro a quella di bronzo!


 


 

VASTO (Ch). Un anziano di 62 anni è stato multato dai carabinieri perché andava troppo piano in auto. Certo, questa legge esiste: è l’infrazione dell’articolo 141 del Codice della Strada “per aver circolato a velocità talmente ridotta da costituire intralcio al normale flusso veicolare”. Lo strano, però, sta che quell’uomo è stato fermato poco dopo mezzanotte, in una zona industriale, in cui transitava un solo autoveicolo: il suo! Carabinieri… Carabinieri cari! Poi vi lamentiate perché troppe barzellette prendono in giro la vostra onorata Arma!


 


 

FIRENZE. I due figli l’avevano portata in giro per Firenze, sulla carrozzella in cui era costretta a usare. Quando la madre non rispondeva mai ai figli, questi, pensando che la donna stesse male si rivolsero a un medico della Misericordia di piazza del Duomo. Il dottore ha annunciato ai figli che la loro madre non si sentiva semplicemente male; la rigidità del corpo consisteva che la donna è morta da tante ore! Assurdo a non costatare quando una persona è già morta!


 


 

MILANO. Decidono un colpo in banca. Arrivano sul luogo, della razzia, con una Fiat Croma. Il complice attende in auto; spegne il motore, osservando i due colleghi che, a volto coperto, minacciano una cassiera. Colpo riuscito, ma… nel momento della fuga l’auto non riparte! Ingolfata? Motore rotto? Mancanza di benzina? Chi lo sa! Fatto è che i tre rapinatori, dopo qualche secondo di panico, via di corsa tra le strade attorno a Piazza Ferrara… Intracciabili!


 


 

BRISTOL. Due bei maschietti si esibiscono, mezzi nudi, in un club inglese. Troppo belli, nerboruti, vigorosi… tanto da fare impazzire una folla di ragazze che con i seni al vento hanno assaltato il palcoscenico, strappato ai due spogliarellisti persino le mutande e chiesto sesso completo; ovviamente, i due maschi anziché preparare le loro “canne pulsanti”, sono fuggiti a gambe levate in camerino e hanno chiesto soccorsi alla polizia. Una “satanassa” ha urlato: “Abbiamo pagato tre sterline a testa; lo spogliarello non ci basta. Vogliamo sesso completo!” Perdiana, queste donne inglesi! Per fortuna le italiane sono le più coerenti; vederle alla trasmissione della Filippi che, con tutti quei bei maschioni “amici” e “uomini…”, le “nostre” litigano, borbottano e non cercano voglia e bramosie immediate! Brave, italiane! Saranno davvero tali e quali o… l’apparenza mi inganna?


 


 

MOSCA. Stanca dei continui tradimenti del marito, lei ha deciso di punire il consorte traditore. Vendetta economica: pepe in polvere da introdurlo nel preservativo che aveva trovato in una tasca del marito-playboy; ha richiuso accuratamente (complimenti, signora!) la confezione e ha rimesso tutto a posto, ed era così sicura che il consorte non si sarebbe accorto di niente. Alla prima scappatella il dongiovanni russo prepara il suo pene eretto (scusate il termine) e il preservativo “piccante”… Risultato: dal letto dell’amante “porca” si è ritrovato in quello dell’ospedale, in preda ad atroci dolori e con il pene gonfio e “bruciante”. Si è saputo che, una volta casa, si sarebbe vendicato della moglie. Chissà… l’avrà uccisa o scacciata da casa?


 


 

CINISELLO (Mi). Un sessantanovenne alla moglie: “Ciao cara, vado a prendere le sigarette.” Certo, la moglie non s’immaginava che il marito non sarebbe più rientrato a casa. Lui è morto a casa della sua amante (pure lei sposata; marito cornuto). Chiamata la Croce Bianca, l’amante insisteva perché i soccorritori accelerassero la rimozione del corpo del vecchio “Casanova” (Chissà dov’era! Sul letto? Nudo?), ma causa lentezza dei militi ospedalieri, nell’alcova sono giunti sia il marito della signora, sia la moglie dell’anziano amatore. Provate ad immaginare le conseguenze! Dolore per la perdita dei rispettivi coniugi? Macché! Botte da orbi: solo gli agenti di polizia hanno potuto impedire che la donna infedele finisse all’ospedale.


 


 

VIDIGULFO (Pv). Cimitero del posto: sepoltura choc! Per fare stare una cassa di due metri e cinque centimetri, dentro una tomba più corta di sette, non si trova di meglio che tagliarla! Il becchino R.G. lascia che siano i fatti a rispondere per lui. Con scalpello, seghetto e pialla, toglie quei centimetri di troppo alla bara. Proprio così: il feretro segato davanti ai familiari del defunto! Intervento tragicomico al limite del paradosso quando il becchino scopre che il feretro ancora non entra nella fossa. Allora, che fa? Incredibile, ma vero: saltella sulla bara tentando d’incastrarla dentro la fossa corta. I pezzi di legno strappati dalla bara sono stati gettati dentro la fossa trasformata in discarica.

 


 


 

RHO (Mi). Siamo alle solite con gli ipnotizzatori. Un pensionato, al mercato del lunedì, preleva dalla banca la cifra di 2.500 euro. Ad un certo punto è stato avvicinato da uno straniero, distinto, che si è presentato come medico in servizio all’ospedale locale. Cercava indicazioni; il suo parlare ed il movimento delle sue mani hanno intontito la vittima che è diventata succube del finto dottore. Insieme, hanno attraversato il mercato per raggiungere la sede bancaria dove l’anziano conserva i suoi risparmi. Egli effettua il prelievo, inconsapevolmente dalla propria banca, e consegnati in stato d’incoscienza al sedicente medico. Poi il suo “destare”! Sì, ciao… buonanotte! I soldi? Spariti, come sparito è quel furbastro dell’ipnotizzatore!


 


 

CASTIGLIONE DEL LAGO (Pg). Il signor G.A. ha guidato senza patente “solo per provare che effetto fa”! Lui, che non aveva mai conseguito la patente di guida si è messo al volante dell’auto del figlio ed ha voluto realizzare un giretto per il suo paese, per provare cosa significhi la velocità. L’anziano era così impacciato (ovvio, no?) che avanzava l’auto un po’ a scatti, incerta, lungo il viale che si apre in riva al lago. I vigili locali, che avevano intravisto l’avanzare incerto della vettura, l’avevano fermata per un logico controllo. La “municipale” sbigottita aveva così scoperto che l’arzillo vecchietto che era alla guida non aveva la patente. Conclusione: è stato processato davanti al Pretore; pena patteggiata con quaranta giorni di carcere. A dire il vero ci terrei tanto viaggiare in autostrada con lui, sempre che mi guidi l’auto.


 


 

APPENZELLO (Svizzera). Quanta porcheria umana! Le deviazioni sessuali degli uomini possono sconfinare nella depravazione. Un caso che non sembra avere precedenti nella Confederazione elvetica: lo stupro di galline e vacche da parte di un croato trentunenne! L’amante degli animali (qui lo dico in senso negativo), per quasi due anni ha “stuprato” le sue vacche e galline. Sessanta galline seviziate e numerose vacche con l’ano (scusate il termine) rotto! Lo hanno scoperto e denunciato, inorriditi e scandalizzati, alcuni contadini. Le galline sono morte in seguito alle sevizie; alcune mucche, invece, hanno sofferto infezioni che hanno richiesto l’intervento del veterinario. Lo stupratore è stato sottoposto a psicoterapia e ha promesso ai giudici che d’ora in poi galline e mucche si limiterà a mangiarle. Lo crediamo quel tipino lì? Lo ha fatto una volta, lo farà anche la seconda: guarire dai misfatti o dalle atrocità, a volte, è impossibile!


 


 

MEZZANO (Ra). Scherziamo! Un soldatino spedisce ad un amico una cartolina (quella normalmente venduta nelle tabaccherie e nei negozi di souvenir, accanto a tante altre ragazze ammiccanti, poco vestite o con frasi dai doppi sensi) con la ragazza seminuda. Dopo averla compilata ed imbucata, ha affidato la missiva alle Poste italiane. Poste che hanno segnalato la corrispondenza oscena ai carabinieri. Da qui la denuncia.


 


 

BREDA CISONI (frazione di Sabbioneta, provincia di Mantova). Il parroco, ad un funerale, si arrabbia con la banda e se ne va via, abbandonando il corteo. Ha le sue buone ragioni il prelato: si può, in un corteo funebre, suonare “Romagna mia”? Vediamo in chiaro la faccenda. Ce la racconta la figlia della defunta: “Avevamo avvertito il parroco che la banda avrebbe suonato canzoni allegre come voleva mia madre; quando il prete ha sentito le note di “Romagna mia”, ha fermato la banda affermando che non voleva sentire musiche profane. Gli ho ricordato che se non gli piaceva se ne poteva anche andare.” Il prete ha accettato l’indignazione della donna. Egli ha raggiunto la chiesa e ha atteso la salma suonando la musica all’organo. Un po’ don Camillo, a mio giudizio: diamogli ragione.


 


 

ROMA. Una scena del genere credo si potesse vedere nei cartoni animati, invece no. Un merlo è capace riprodurre lo squillo di un cellulare. Per settimane, gli inquilini degli stabili dell’Inpgi erano perseguitati dal trillo di un cellulare; controllavano i loro apparecchi e quelli dei vicini senza risultati. Esasperati rivolgevano lo sguardo verso il luogo di provenienza di quel maledetto suono: le fronde degli alberi di fronte ai palazzi. Qualcuno ha capito, anzi intuito; e ci ha creduto quando s’è trovato davanti alla fonte del trillo: era un merlo, che albergava su un albero ad alto fusto del parco. Complimenti a quel merlo. Bravo imitatore che mi ricorda tanto il compianto Alighiero Noschese (divo e conduttore di varietà, della Rai, anni 50-80).


 

 

 

Vi son bastati questi stralci di episodi reali e divertenti? Ribadisco che sono fatti reali. Vi immaginiate che nel mondo, ogni giorno, n’accadono a bizzeffe? Di banali, di disgraziati, mentre noi ridiamo di tutto inevitabilmente. Tutto sta nella norma. Mi diceva il mio povero nonno: “Ridi pure tutti i giorni, camperai oltre cent’anni”. Per questo, ci sto provando!

 

 

 

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I dieci motivi per cui ridere fa bene

  1. Fa dimagrire: aumenta il metabolismo del 20% e fa bruciare più calorie. Dieci risate? È come remare dieci minuti.

  2. Tonifica i muscoli, non solo quelli del viso, ma di tutto il corpo.

  3. Rafforza il sistema immunitario.

  4. Ha un effetto analgesico.

  5. Diminuisce il rischio di ictus e infarto: fa arrivare più sangue al cuore.

  6. Favorisce l'apprendimento, la memoria e la creatività mantenendo viva la curiosità e l'attenzione.

  7. Tiene lontana la depressione e scarica l'ansia.

  8. È contagiosa: attiva il “detector uditivo”.

  9. Migliora la capacità di reazione alle avversità.

  10. Rilassa e fa dormire meglio di un sonnifero.

 

 

 


Gianmarco Dosselli pubblicato il 29.06.2021 [Testo]


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