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Uno scritto a caso

Un incontro
[scritto]
Jacopo Carlo Marone
16.04.2008

Il dentista figo

Partiamo dal presupposto che essere un espatriato non ti preserva dalle carie. Esiste quindi un momento in cui ti rendi conto di avere bisogno del dentista. Come trovarne uno che non ti metta un incisivo in oro massiccio? O che non ti estragga per errore due molari? Si, perché hai la fissazione che l’unico davvero bravo sia il tuo dentista di infanzia, quello che ti segue da quando hai 4 anni, da cui vai solo al sabato quando torni a casa. Che basta che ti guardi con i suoi occhi rassicuranti e non senti più neanche il rumore del trapano (dopo le 21 anestesie che ti ha praticato ipnotizzandoti con un pendolo e dopo che hai assunto 3 bottigliette di fiori di Bach per via nasale). Dovresti tener conto pero del fatto che era già un “signore di una certa età” quando tu avevi 12 anni e quindi oggi é aggiornato sulle pratiche dentarie come mia nonna a proposito di quella cosa che fate sempre voi giovani sul computer: cosa nonna? Ma si l’eternet.. eh si già certo, la navigazione su ondulato...

Dunque la solita meravigliosa amica francese mi da il nome del suo dentista, con una precisa indicazione: sappi che é davvero molto bello. Beh, e questo dovrebbe fermarmi in qualche modo? Tra l’altro essendo un suo caro amico, sono anche raccomandata. Questa si che é vita! Insomma telefono per prendere l’appuntamento e una segretaria simpatica come un soldato delle SS mi da il primo dopo 2 mesi e mezzo! Certo se mi stava per cadere il ponte cosa facevo lo attaccavo con Uhu? Per fortuna che sono raccomandata se no quando lo avevo l’appuntamento nel 2015 per celebrare degnamente l’expo milanese? Mi prendeva direttamente l’impronta per la dentiera? Comunque nessuna possibilità di negoziazione con la generalessa, che mi fissa previdente pero anche un secondo appuntamento visto che tanto al primo si fa solo una revisione.

Insomma il giorno prestabilito giungo all’agognato appuntamento e lo vedo: UN FIGO TREMENDO! Proprio un bel ragazzo, moro, capelli riccioli, corti, una bellezza discreta, sorridente. Mi stringe la mano e mi fa accomodare sulla poltrona. Eh no! Ora devo aprire la bocca e non certo per fare conversazione miseria. Prima di tutto ho un crollo verticale della qualità del mio francese. Sembro un’emigrata bulgara balbuziente. Provate voi a spiegare i vostri problemi dentali in un’altra lingua. Dopodiché  picco di sensualità: mi fa spalancare la bocca per controllare la carie! Beh certo che é proprio un momento intimo. Tovagliolo di carta sul petto, bocca aperta, specchietto fra i denti. Non chiedevo altro. Insomma, il verdetto decreta due brutte carie e 2 carie minori. Ho capito che passero qui i prossimi mesi che pero, mi sembra al momento, un’ottima prospettiva. Chiudo con l’operazione risciacquo bocca, il top tra gli atti di seduzione che conosco, chiaramente seguito dallo sputo nel lavandino, mi pare che sia tra le massime pratiche del manuale della perfetta seduttrice, capitolo 12, pagina 185.

Vado dalla generalessa a fissare gli appuntamenti, che pero sedotta dal mio sorriso e da un accento agghiacciante risulta essere molto più simpatica e carina rispetto al primo approccio telefonico (deve essere una tecnica di preselezione, di tipo darwiniano) ed efficiente come una calcolatrice mi fissa gli appuntamenti successivi. Che questa volta appaiono miracolosamente come la madonna di Lourdes, dopo soli 10 giorni: ben 2 e in orari comodi per me, lo so, vado forte sulle donne.

Bene, giorno del primo vero appuntamento, in cui si affronta la carie maggiore. Io “mi metto giù da competizione”: scollatura sexy ma non troppo, jeans decontractés e tacco alto, tanto arrivo dall’ufficio, mica crederà che l’ho fatto per lui no? Io vado sempre con tacco 13 in ufficio.... Beh, cosa sono questi sguardi compassionevoli? Comunque mi accoglie con il suo fascino da George Clooney e dopo avermi spiegato con termini assolutamente a me incomprensibili che cosa farà alla mia bocca (non pensate bene, ho colto le parole corona, porcellana, apparecchio fotografico e un’ora circa, quindi intuisco che forse vuole che sia la sua regina, che ha già comprato piatti e bicchieri, ha chiamato il fotografo per il grande giorno e che fa sesso almeno per un’ora di fila!! Non male direi. J) mi fa stendere sulla malefica poltrona. Immediatamente colgo il primo colossale errore: mi copre il petto con un tovagliolo 80x80! Eh no miseria! Era il punto forte il decolleté, dopo di che comincia a sollevare la sedia, e la inclina: cosi mi ritrovo con le gambe per aria e so che nel giro di 22 secondi avro una concentrazione elevatissima di sangue al cervello, che tingerà la mia faccia di rosso porpora. Almeno ho il lungo capello sciolto che ondeggia dal poggiatesta, che tocco di classe. A questo punto mi pratica diverse anestesie, mi monta un’impalcatura in bocca, che ricopre con un velo di gomma verde sottile che si appiccica al mio naso e che mi impedisce di respirare, entro pochi secondi saro morta senza nemmeno porter dire una parola. Che morte poco dignitosa. Ovviamente lo scienziato si accorge subito (sarà che avevo cominciato ad assumere un colorito violaceo dopo il fucsia) e comincia a spiegarmi che fa tutto cio per lavorare in ambiente sterile e poco umido. Evitate i commenti per favore. Chiaramente non sono in grado di rispondere alcunché nel mio stato quindi mi adeguo. Ad un certo punto, dopo 15 minuti di trapanature varie spruzza dell’acqua che ovviamente mi bagna parte del viso: lui premurosamente mi asciuga con un fazzoletto di carta e si scusa. Ed io mi immagino il rimmel che é colato sulla guancia e mi da l’aspetto di un panda. Insomma dopo un’ora, grazie alla tecnologia più moderna, sono pronta ad alzarmi con un molare nuovo di zecca fatto sul momento, in pura porcellana (ecco a cosa si riferiva con la parola porcellana dunque). Ma c’é ancora la parte sexy: sciacquo e sputo. Quindi mi appresto all’atto sottovalutando la paralisi della bocca dovuta all’anestesia. Già bere mi pare un’impresa e mi fermo subito, ma vi assicuro che sputare...per fortuna lui é girato e non si accorge della scena penosa di un rivolo d’acqua che mi cade sul mento. Mi asciugo in fretta e mi alzo cercando di ritrovare un certo charme.

Ora butto li qualche frase ad effetto con il mio accento italiano e cerco di recuperare punti, ma la già citata paralisi alla bocca mi fa sembrare Quasimodo il gobbo di Notre Dame. La mia guancia destra é immobile, quindi biascico qualche smoccolata parola, confermo che é tutto a posto e mesta come un tacchino il giorno del ringraziamento vado dalla generalessa. Alla quale cerco di spiegare con il linguaggio dei sordo muti come mi serve la fattura.

Chiaramente al secondo appuntamento, visto l’andazzo del primo vado vestita tipo punkabbestia, insomma look centro sociale, contro la globalizzazione fovever: jeans stracciato, scarpe da tennis e dolcevita nero che fa molto artista tormentato. Si ripete la scena della prima volta, ma ormai é impossibile affossare ulteriormente il mio sex appeal, quindi mi rassegno al tovagliolone, al sangue al cervello e alla paralisi stavolta della guancia sinistra. Lo frego e non mi sciacquo, cosi evito lo sputo e la sbavatura sulla maglia, che sul nero sarebbe fin troppo evidente. Solo che lui ora, finito il lavoro vuole fare conversazione. Eh no accidenti, ho la faccia paralizzata, come faccio a risponderti in modo dignitoso? Vuole sapere cosa faccio durante il we. Provo a rispondere sfoderando tutte le mie arti seduttive, ma sembro il vecchino ubriaco dei film western (fate l’esercizio, tenete ferma mezza bocca e provate a parlare con l’altra metà, l’esercizio puo essere completato provando a bere un bicchiere di acqua, se non vi bagnate la maglia avete vinto un perno, se non sputate avete vinto un detartraggio). Quindi batto in ritirata, ringrazio, dico che sono di fretta e vado dalla generalessa a saldare il conto.

Mentre mi reco al metro, con l’umore di azionista di Leeman Brothers, decido tra 3 ipotesi: 1) mi lancio sotto un treno in corsa, ma mi pare un po eccessivo per una carie, e poi sicuramente ci sarà uno sciopero quindi il treno potrebbe non arrivare e mi tocca pure aspettare un’ora per morire 2) Vado a comprare un croissant e delle caramelle e non mi lavo i denti per una settimana di fila sperando di generarmi una nuova carie 3) Visto come sono vestita vado ad un centro sociale a protestare per una cosa qualunque! Proprio in quel momento.... Bip Bip sms. “Salut, hai dimenticato la radiografia dell’arco, ti va se te la porto?” Seeeahhhh!! Il fascino italiano ha colpito inesorabile! Certo, devo ammettere che un arco dentale cosi, non si vedeva da tempo. E sarà che quando uno ti ha visto sbavare....

 


Nadia Trincherini pubblicato il 22.06.2013 [Testo]


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