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Ordine e meno cose

Troppo stroppia

Il "troppo stroppia" è un detto popolare ma che rispecchia perfettamente questi tempi di accumulo e spreco della parte più ricca del mondo. Quando dico ricca intendo quelli che non hanno problema di mangiare o avere un tettosopra la testa. L'uomo ha la tendenza ad accumulare di tutto un po', come fa il corpo che tende ad accumulare i grassi quando è possibile al fine di superare eventuali periodi di mancanza di cibo. Probabilmente la battaglia fra tenere le cose e disfarsene è in parallelo fra la dieta e non dieta. Una tara genetica, una necessità fisica, una predisposizione naturale, forse, di certo quotidianamente viviamo e vediamo convivere in noi il desiderio di espanderci con quello di comprimere ed ottimizzare gli spazi.

La televisione è piena di programmi dove la gente richiede case più grandi e più funzionali partendo già da una quantità di metri quadri da far invidia a molti, e altri che vogliono andare a comprimere le vite di intere famiglie in micro case a volte davvero claustrofobiche. Perché questa schizofrenia? Io lo vedo appunto come la proiezione esterna della lotta del nostro fisico fra l'accumulo e la necessità di una prontezza fisica.  Difficile trovare l'equilibrio.

Sebbene sia convinta che possiamo vivere con poco non sono una fan del minimalismo a tutti i costi. I veri poveri desiderano case grandi e confortevoli, nessuno  in quello stato spreca un sogno per desiderare di stipare la famiglia in pochi metri quadrati. Un sogno è un un sogno e almeno lì ciascuno può espandarsi senza conseguenze, se non quelle dello svilente paragone con la realtà insoddisfacente.

Però è indubbio che il troppo stroppia. Quando guardo le trasmissioni con case grandi piene di ogni cosa, disorganizzate e disordinate, ma dove si pensa che ingrandire sia il vero rimedio, mi viene inevitabilmente da pensare a quante cose inutili conservo ancora nella mia. Perché facciamo così fatica a liberaci della qualunque? Perché quando lo facciamo dopo anni che ci eravamo dimenticati di possedere quell'oggetto improvvisamente questo ci serve e non ce lo abbiamo più? Io penso che finché non lo abbiamo ritrovato non ci serviva, la necessità scatta dopo. A me piace fare un po' di bricolage ma la quantità di chiodi, chiodini, viti e tasselli sparsi nei vari cassetti non giustificano le mie scarse applicazioni. Va da sè che quando mi servono o non li trovo o non ho quello giusto!

E quindi? Quindi prima di pensare ad espandersi occorre capire quante di quelle cose che abbiamo accumulato per prepararci per il "non si sa mai" sono davvero necessarie, oppure tolgono spazio al nostro muoverci nell'ambiente. Liberarsene è un po' come eliminare inutili pensieri dalla testa, grasso in eccesso nel corpo, pesantezze e nostalgie dalla psiche. Ordinare e ripulire aiuta sicuramente a fare spazio fra i nostri pensieri, una tecnica tantrica che ci riporta a quello che è il necessario equilibrio fra il necessario ed il superfluo, financo dannoso. Un obeso non sarà comunque protetto dalla mancanza di cibo, prima o poi l'accumulo si esaurisce ed anzi quell'accumulo porta con sè ulteriori problemi. 

Accumuliamo perché non sappiamo sbarazzarcene ma anche perché pensiamo sempre che possiamo affrontare meglio ciò che ci accade. Ma "la vita è quella cosa che ti accade mentre sei intento a fare progetti" (cit.) ed, aggiungo io, "ad accumulare". Ci sono persone che hanno fatto un mestiere della loro capacità di riordinare, es. Marie Kondo, ma credo che se non siamo affetti da patologie come la Disposofobia (accumulo compulsivo) possiamo trovare da soli il giusto equilibrio fra ciò che vogliamo tenere e ciò che dobbiamo eliminare regalandolo o buttandolo secondo le regole del riciclo.

Pensare di aggiungere spazio per evitare di liberarci delle cose è un po' mettere la testa sotto la sabbia, un po' come pensare mentre si addenta un dolce davanti alla televisione "Il mese prossimo mi iscrivo in palestra". Di metodi ce ne sono tanti ma quello che non si può trovare sui libri o youtube è la decisione e la volontà di farlo. Quella è esclusivamente a carico nostro.

 


Fabiana pubblicato il 10.01.2020 [ Consapevolezza ]


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