Registrati | Accedi

Ricerca

Titolo:

Anno (le 4 cifre):

Categoria:



Rubriche

Fronteggiare gli attacchi di ansia ed inadeguatezza

Un elenco per distrarsi

L'ansia ti sorprende sempre con attacchi inattesi proprio mentre stai per intraprendere qualcosa di diverso, sia in senso fisico che immaginato, l'idea del cambiamento stesso scatena gli agguati più violenti. Complice fedele è il senso di inadeguatezza, subito lì pronto a rimarcare quanto siamo illusi a volerci cimentare nell'impresa. Sempre pronti nell'ombra a saltarci addosso stringendoci in una morsa la gola, paralizzando il corpo e vomitandoci in testa pensieri a raffica inutili e deleteri. Entriamo nella confusione più totale con l'orribile sensazione che questo stato non avrà fine. Ogni secondo passato ci sembra eterno ed ogni comando o tentativo di rilassarci risulta vano, anzi alimenta ancora di più il nostro stato di prostrazione o paura.

L'assalto si verifica spesso senza un motivo apparente, ossia non solo quando dobbiamo affrontare dei cambiamenti ma anche quando dobbiamo svolgere compiti abituali in cui magari percepiamo, a torto o ragione, una variante che possa mettere in discussione le nostre capacità. 

Una ragione a questa iperreazione sicuramente esiste, anche se trovarla non è semplice, ma a noi serve un pronto intervento immediato, un "118" dell'anima che ci faccia una defibrillazione al sistema emotivo andato in tilt. Parliamoci chiaro intorno a noi le persone in generale non sono più capaci, ma la loro apparente calma e mancanza di componenti ansiogeni ce li fanno vedere come superiori e dotati. Ma chi non sarebbe paralizzato da una valanga di pensieri, spesso negativi, nel momento stesso in cui si deve agire o prendere delle decisioni? E soprattutto da dove saltano fuori con tanta veemenza e forza da stringerti anima e corpo in una camicia di forza immaginaria?

Passiamo la vita a dribblare situazioni che possano mettere a repentaglio la nostra stabilità, anche se sappiamo benissimo che è del tutto inutile. Per qualche strana ragione siamo capaci di scalare le montagne nella necessità più nera ma entriamo in crisi per un ombrello rotto. Il nostro diavoletto ansiogeno compare dal nulla e spesso ci crea situazioni imbarazzanti e frustranti. Cosa fare?

Ovviamente esistono tante tecniche, tutte probabilmente molto efficaci se riuscissimo a calmarci e metterle in pratica, ma è anche vero che a volte l'attacco d'ansia ci fa perdere l'occasione e gestire la delusione a posteriori diventa ancora più frustrante. Non so se sia possibile davvero liberarsi totalmente di questa predisposizione, secondo me no, ma non sono una terapeuta. Credo che sia possibile man mano cambiare il punto di vista e poi sviluppare singolarmente delle modalità che facciano sì che si allenti la morsa ansiogena e la sua frequenza. Ci vuole tempo ed allenamento, ma soprattutto pazienza, quella che viene rovinosamente spazzata via nell'attacco d'ansia.

Indubbiamente contribuiscono ad aumentare l'esposizione e la frequenza la mancanza di autostima ed il senso di inadeguatezza costante, un assalto al castello su più fronti da cui è difficile difendersi. Chi nasce armato contro se stesso deve faticare il doppio per conquistare un posto al sole della serenità. Per questo motivo è importante mettere in atto strategie costanti e frequenti, perchè non sai mai quando il vento può cambiare portando la gramigna dell'ansia ad infestare il tuo giardino curato. Del resto capita a tutti, purtroppo o per fortuna non è una nostra prerogativa l'altalena del successo/insuccesso nelle cose della vita.

Se guardiamo i personaggi pubblici, a prescindere del livello di stima che nutriamo nei loro riguardi, possiamo notare che anche loro passano dei momenti di fama e successo stellare con altri di buio e pesante oblio. Alcuni cadono nella depressione più totale e spariscono, altri riescono in qualche modo a fronteggiare la parte down senza considerarsi dei vinti o falliti. Un esempio fra tutti i politici, osannati quando sono in auge, o almeno temuti, e poi ridicolizzati e vituperati quando vengono detronizzati. Non sto parlando della satira ovviamente, quella è bene che ci sia sempre, ma dell'atteggiamento nostro e dell'opinione pubblica verso chi, per varie ragioni, non gode usualmente del nostro favore e rispetto. Eppure molti di loro non si danno per vinti, non si mettono in discussione oltre ogni limite e spesso riescono a riemergere credendo in se stessi anche dopo sonore sconfitte. 

Si potrebbe obiettare che invece qualcuno farebbe meglio a lasciare il campo, ma non è questo l'aspetto che interessa. Non è una questione di merito o meno bensì di capacità di sopportazione di una cocente sconfitta con annessa critica e derisione. Infatti spesso la nostra ansia deriva dalla paura di sbagliare, di fallire, di perdere tempo ecc. Ma la vita è fatta di sbagli, fallimenti e perdite di tempo come del loro contrario, da questo non si può scappare. Non sarà certamente l'ansia a farci da scudo o il pensare tutto il peggio possibile ad esercitare una barriera stile amuleto contro la sfiga.

E quindi? Dopo tutta questa carrellata quale sarebbe la soluzione? Soluzioni risolutive non ce ne sono, la vita non è una somma algebrica che da un risultato certo, tuttavia esistono dei percorsi e delle tecniche che possiamo utilizzare. Tecniche che io chiamo "a caldo", quando l'ansia si scatena in momenti critici decisionali, e "a freddo", quando siamo in uno stato ansiogeno senza nessuna pressione esterna ovvero siamo in un periodo di fortunata assenza.

Elenco delle cose importanti possedute

Una delle tecniche che io uso funziona in generale come prevenzione, cioè a freddo, ma spesso può essere utile anche "a caldo" ma quando non siamo propriamente pressati dalla decisione della vita. La tecnica è quella di elencare un numero rilassante di cose su cui sicuramente possiamo contare in quel momento.  L'elenco varia in funzione del periodo più o meno difficile che stiamo vivendo (del resto anche quando si ha tutto ciò che ci rende invidiabili dagli altri noi riusciamo a sentirci nel più nero stato d'ansia immaginabile) oppure degli obiettivi che ci siamo posti.

In genere cerco di raggiungere il numero 5 di elementi. Questa scelta non nasce da una preferenza del numero né da una interpretazione numerologica, sebbene il cinque abbia ottime referenze in quel campo, ma semplicemente perché in genere fino a quattro ci si arriva di getto, mentre tirare fuori il quinto richiede un momento di riflessione in più che distrae dallo stato d'ansia. Quando sono particolarmente ansiosa e mi sento l'ultima del mondo, con tutti gli astri ed affini in opposizione, continuo ad aggiungere elementi alal lista utilizzando anche quelli in apparenza insignificanti. 

Funziona appunto contestualizzandolo al nostro presente, infatti se tutto sta andando bene ma semplicemente ci si sente in ansia ed angosciati perché "si è fatti così" la lista di base è:

  1. salute,
  2. lavoro,
  3. casa,
  4. famiglia/amore,
  5. amici.

L'ordine può essere interpretarlo come casuale, semplicemente quello che viene prima in mente, o per importanza. Ma supponiamo che venga meno il lavoro o si perda la salute ovvero accadono delle cose sgradevoli, si possono sempre utilizzare altre voci che sembrano banali per gli altri ma per noi non lo sono affatto come:

  • ho una macchina che funziona,
  • una bicicletta,
  • lo smartphone per contattare amici e stare connesso,
  • posso fare una passeggiata al parco,
  • oggi c'è il sole e non ho freddo,
  • sono libero,
  • ho abbastanza vestiti per stare al caldo,
  • ho amici che mi aiutano per fare i compiti,
  • posso mangiare la cioccolata,
  • posso andare al cinema magari con lo sconto,
  • mi prestano i soldi per riparare il motorino,
  • posso leggere i libri prendendoli dalla biblioteca,
  • mi sono iscritto in palestra,
  • ho un tetto che mi ripara,
  • ecc.secondo fantasia.

In genere utilizzo queste lista soprattutto per smontare l'ansia quando devo affrontare una serie di disavventure e guai in modo da focalizzarmi su ciò che è prioritario ma anche per consolarmi contando ciò di cui ancora dispongo. Una sorta di stampella per quelle giornate storte dove capita di tutto e si ha la tentazione di dire "fermate il mondo per scendere" (cit).

Ciascuno di noi recitando la lista delle proprie fortune riesce contemporanemente a distrarsi dalle sfortune, rendersi conto che in realtà può contare su qualcosa piuttosto che sul nulla, come invece gli suggerisce l'ansia, ed alla fine calmarsi. L'elenco delle "cose", in senso lato, possedute od anche semplicemente a nostro uso ci fa sentire meno inadeguati e soli, ci distrae dall'ulteriore aggravio del nostro stato d'animo che tende ad inchiodarci nella posizioni dell'ultimo sfigato abbandonato. 

Certo occorre allenarsi, non c'è nulla di miracoloso, ed a volte ci sembrerà che ci stiamo prendendo in giro, ma funziona. Piccoli risutati si ottengono sempre con questo metodo, alla lunga ripetuto come un mantra si possono ottenere anche grandi risultati, ma meglio puntare al poco o noi fragili ansiose creature già ci rinunciamo sentendoci ancora inesorabilmente inadeguati.

 


Fabiana pubblicato il 13.03.2018 [ Tecniche ]


  Vuoi dare il primo "Mi piace" a questo scritto?


Commenti dei lettori
Per lasciare un commento Registrati | Accedi