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Uno scritto a caso

IL FASCINO DEL MISTERO
[scritto] DESIRE'E (finale)
Maria Pace
02.06.2012

Andrea Pirlo

Una festa popolare per il "genietto", festa come non la volevo per un determinato motivo.

Gianmarco Dosselli

Andrea Pirlo


 

 

 

Anno 2006: anno dei Mondiali di calcio; eh sì… Flero (a 7 chilometri da Brescia) se ne “pappa” alacremente. Infatti, il mio paese è casa del genietto Andrea Pirlo, gran campione; chi dovrebbe non conoscerlo? L’Italia ha vinto il titolo mondiale. Evviva! Festa grande, ovviamente. Andrea Pirlo ha regalato ai miei compaesani una forte gioia; ha portato Flero sulla soglia del mondo. Il premio al mio compaesano? Certamente… ci ha pensato il prillante sindaco Prandelli, suo seguace.

Buon Dio! Il suo nome allo stadio calcistico del proprio paese. “Sindaco, che cosa hai bevuto?”: il mio quesito. Andrea è vivo. Offrirgli la targhetta all’ingresso dello stadio è cosa da grulloni. Non mi va: è operazione scalmanata. Me n’approfitto con l’inviare uno Sms a Bresciaoggi; il Giornale lo mette in mostra nell’edizione del giorno 11/07/2006: “È cosa anomala dedicare un Centro sportivo in onore a un vivente come Andrea Pirlo. Il sindaco di Flero faccia la divertita che vuole, ma così facendo va a scapito di un altro famoso calciatore di serie A, anch’esso flerese: Aimo Diana. A Pirlo: se sei caro amico di Aimo, rinuncia all’onore offerto dalla Giunta.

Il giorno successivo, dal medesimo Giornale, trovo un breve comunicato, firmato da un misterioso “ep.f.”: “A Gianmarco di Flero: Pirlo è flerese ed è stato protagonista di questo mondiale… Diana è di Poncarale e, con tutto il rispetto, non ha partecipato al mondiale… C’è una differenza sostanziale. Gran sindaco!

Un bel cavolo se è “gran sindaco” questo signor Prandelli, mio caro “ep.f”: che è, il sindaco? Tuo parente? Tuo prode?

Il gioco dell’ostinazione (dalla mia e altrui parte) non finisce. Bresciaoggi, il giorno 14 luglio 2006, ha altri Sms: “Vorrei rispondere al signor Gianmarco di Flero. Prima considerazione: Aimo Diana è di Poncarale. Seconda: non sono flerese ma sarei onorato che ad un mio compaesano venisse intitolato il centro sportivo, vista l’impresa compiuta, a maggior ragione se quest’ultimo è tuttora vivente. In tutto ciò non trovo niente di anomalo, se non il suo intervento. (Franco-Villaggio Sereno) ”.

Vorrei ricordare al signor Gianmarco di Flero che tra gli altri anche il signor Arnold Swarzenegger, sette volte Mister Olimpia e attuale governatore della California, ha intitolato in Austria, non un centro sportivo bensì uno stadio e nessun austriaco se ne lamenta… Auguri e attenzione alle insolazioni. (Fabio di Bagnolo) ”.

Come componente del consiglio flerese faccio presente al signor Gianmarco che Aimo Diana non è di Flero bensì di Poncarale, quindi si documenti prima di parlare, e che è una cosa più che sensata dedicare un centro sportivo ad un nostro compaesano che di così tanto onore ci sta rendendo partecipi… però, mi rendo anche conto che questa sua contrarietà non è dettata dalla logica ma dalla ragione politica. (Massimo-Flero)”.

Anch’io invio uno Sms che il Giornale locale me lo pubblica nel medesimo giorno, assieme a quelli sopra menzionati; forse, quel mio messaggio conclusivo è gesto chiarificatore, oppure che la direzione giornalistica avesse trovato rimedio metterla a ruota.

Rispondo a ep.f. Aimo Diana abita a Flero da due anni, mentre Pirlo non più; ma il particolare strano è che si dedichi a un vivente il nome a uno stabile; piuttosto una massima onorificenza di gala.

Tra gli Sms che mettono risalto al mio interesse morale è quell’appartenente a un certo “Massimo”; questo “componente della Giunta comunale” è il cugino di Andrea Pirlo. Troppo comodo “trastullare” i tasti del cellulare con quel messaggio: caro Massimo, senza offesa, ti accuso di… “favoreggiamento” e piacimento di parentela. Non soddisfatto, mi procuro penna e carta, stilo un testo e lo invio a Bresciaoggi. Il Giornale me lo pubblica nell’edizione del giorno 21/07/2006: “Egregio direttore, con un mio “sms”, del 11/07, apparso su Bresciaoggi, non desideravo innestare una polemica, bensì una precisazione (risultata imperfetta); purtroppo, con gli “sms” susseguitisi a mio indirizzo, si era creato un modo di procedere criticabile. L’uomo di Poncarale, Aimo Diana, ha residenza (da due anni) tra noi fleresi; egli è “classificato” come nostro concittadino o compaesano (che dir si voglia). Non ha partecipato ai mondiali di calcio, ma non dovrebbe risultare, dato che vive a Flero, come un personaggio sfocato. In paese, egli è dimenticato. Quando questi giocò con la maglia del Brescia, i tifosi fleresi tripudiavano, esultavano e si confidavano per quell’uomo di Poncarale allora ancora lì residente. Ora, egli che sarebbe? Un inservibile! D’altro canto, dare risalto a chi ha iniziato, da piccolo, a “pestare” il campo da gioco di Flero e andarsene, giustamente, per l’alta “casa calcistica” fino alla conquista del titolo di campione mondiale, non necessita un regalo consistente il nome sopra una targa da “inchiodarla” all’ingresso dello stadio; di solito, rispettando la tradizione italiana (quell’austriaca, che dedicò lo stadio a Swarzenegger, non dovrebbe interessarci), le intitolazioni con nomi di persone a edifici, stabili, ecc. sono decisioni riservate a… “fama postuma”! Se n’era accorto, persino, colui che scrisse il pezzullo sportivo di pag. 35, del 12/07, su Bresciaoggi: “Stadio Andrea Pirlo”. Suona strano per i suoi 27 anni...”. Quella dicitura “suona strano” è simbolica: lascia scetticismo a molti, anche ai non bresciani! Dunque, a settembre nascerà “Stadio Andrea Pirlo”. In città, leggendo “Stadio Mario Rigamonti” sapevo già a cosa meditare; a Flero, spero sentirmi edotto con il leggere il nominativo del vivente “Andrea Pirlo”, altrimenti, venderei la mia realtà a visioni oniriche. Tutti i giocatori dell’Italia mondiale hanno ricevuto onorificenze adeguate; prendiamo, a caso, Lippi: il sindaco di Viareggio gli ha consegnato le chiavi della città. Sarebbe stato piacevole proporre a Pirlo, da parte della Giunta comunale di Flero, un titolo, una carica e una decorazione: un “trio” di benemerenza presentato, simbolicamente, da Diana al suo fortunato e celeberrimo amico.”

 

***

 

Miracolo, miracolino, miracoluccio… Il 23/07, trovo sul succitato Giornale uno Sms, scritto da una misteriosa Anna (grazie, bellissima Anna): “Stavo dalla parte dove si voleva intestare lo stadio al mitico Pirlo, nel paese di Flero, ma esaminando il significato della lettera di Gianmarco D. appena pubblicata su Bsoggi, cambio idea. Vorrei dare ragione a Gianmarco il quale vorrebbe che l’esagerazione si tramutasse nella semplicità”.

Proprio come dici tu, cara Anna, che mi hai intuito. Tra i testoni fleresi, solamente una sorga nella fogna sotto il Municipio sarebbe la più intelligente. “Stadio Andrea Pirlo”: De profundis; ora pro nobis! Io, testardo, non mollo ancora e, un giorno, leggo sul solito quotidiano il programma dell’inaugurazione della lapide… pardon, della targa marmorea in onore a Pirlo. La festa orgiastica… (scusate, sbaglio sempre), intendevo dire... la “festa d’onore” per il bravo calciatore, prevista per il 24 settembre, conterrà la presenza d’autorità illustre e di vip “scaduti e miserandi” degli spettacoli (Che smargiassata!).

Invio uno Sms a Bresciaoggi, poi, pubblicato il 12/09: “A Flero, il 25 settembre il Centro sportivo avrà una targa in marmo con inciso il nome di Andrea Pirlo. La torta è fatta, e io sarò la classica ciliegina: ogni giorno davanti alla targa formulerò litanie lauretane. Ora pro nobis!

Andrea Pirlo ha accettato; quale effetto proverà quando leggerà il proprio nome sulla lapide. Pardon... sulla targa. Gli auguro di non provare sensazioni strane; che non pianga su quel nome scambiandolo per un epitaffio. Dietro il sorriso beffardo del sindaco (con tanto di barba) si cela ancora l’inutile euforia della sera del 9 luglio; lo scherzo euforico ha emanato in lui la voglia pazza di scegliere uno stadio col nome del campione flerese… Poi, magari accorgendosi, non poteva più tirarsi indietro.

Apriti cielo! Il tranvai della polemica prosegue… Altri Sms in vista sul medesimo quotidiano datato 14/09:

Caro Gianmarco, la torta sei tu. Auguri che ne hai bisogno e la festa è il 24 non il 25, ma come al solito parli a sproposito.”

Gianmarco, non è il 25 è il 24 settembre e la ciliegina sulla torta solitamente è un qualcosa di estremamente importante, tu invece sei incapace di apprezzare un qualcosa di bello, ahimè pensato da qualcun altro!

Il silenzio è d’oro, ma non per me. Il mio Sms al Giornale, tre giorni dopo, il 17/09:

Agli anonimi (fleresi, naturalmente): in onore a Pirlo non pare sia la fine del mondo se ho cliccato 25 anziché 24 settembre; la distrazione ce lo hanno tutti, voi no? Inaugurate pure lo stadio; di nuovo sarà la targa, il resto è una deplorazione: vernici scrostate, reti squarciate, un pugno di letame presso il campo di tamburello, ecc. Buona festa!

Sarò una “zucca d’oro”, ma con l’avvicinarsi della festa, il 23/09 il locale quotidiano pubblica un ennesimo mio Sms:

Comune di Flero, Provincia di Brescia e U.S. Flerese, ma che esagerazione! La copertina del vostro opuscolo in distribuzione in paese, addirittura la scritta “Grande festa mondiale”. Ci sarà la Rai? So però che non ci saranno la Bbc, la Cnn e neppure Al Jazira. Semmai dicasi “festa locale”.

Ma dai, “festa mondiale”, addirittura! Domenica 24 settembre 2006: il paese di Flero sul podio del mondo! “Signùr, tignìm la mà söl cò, che nò ‘l mè sòre.” (Signore, tenetemi la mano sulla testa che non esca di senno.)

Piuttosto che ad assistere il grande evento tra la gente in piazza, a lodare il momento di gloria riservata a Pirlo… ho desiderato assistere la diretta televisiva dell’emittente “Punto Tv Brescia”. Tutto è stato meraviglioso, escludendo le facce di amministratori locali e di alcuni “scaduti” vip dello spettacolo: l’ex “Gatto”: Smaila, Mauro Di Francesco, Renato Pozzetto…

Il giorno 26/09, Bresciaoggi pubblica il mio ennesimo Sms:

Congratulazioni a Punto Tv per la diretta di Flero. Emblematiche la festa e la consegna delle chiavi del paese all’Andrea mondiale. Fortunatamente è stata evitata la diffusione dello scoprimento della targa epitaffio posta allo stadio: sarebbe stata simbolo memoria di suffragio.

Non con mia sorpresa, lo stesso giorno e, sotto il mio SMS, c'è quello di un anonimo (quanto li detesto quei lettori che si nascondono):

Messaggio per Gianmarco di Flero, la migliore risposta a tutte le tue farneticazioni da persona complessata lo hanno data tutte le persone che sono venute a rendere omaggio a Pirlo, adesso vai pure a dire la tua preghiera al campo sportivo, a volte quando non si ha niente da dire è meglio stare zitti.

Finito tutto? Macché… L’altro anonimo Sms pubblicato il giorno successivo ossia il 27/09:

Caro Gianmarco, ho letto, a volte con divertimento, tutti i messaggi che hai mandato a questa rubrica, ma devo dire che ora hai oltrepassato il limite e da buon punzecchiatore sei diventato un patetico ostruzionista. Proponi qualcosa tu, esponendoti, invece di continuare a criticare e basta.

Santi numi! Metto definitivamente fine alla vicenda “Flero-Stadio-Pirlo”, da me iniziata con uno Sms dell’undici luglio. Da Pontevico fino a Pontedilegno (da Sud a Nord della provincia di Brescia), i lettori di Bresciaoggi avranno pur accolto i babelici e sarcastici Sms (miei e altrui in mio sfavore) con pazienza o con scortesia. Com’è nata questa vicenda e perché l'ho tirata in ballo?

Durante i giorni d’attesa della finale e dopo la fine dei mondiali, mi trovo in vacanza sulla riviera adriatica. Nel meraviglioso hotel (a Bellaria) mi sono presentato, ad alcuni vacanzieri, quale abitante di Flero, località natia di Pirlo: il particolare è stato poco “ammirato”, ma non me ne rammarico (forse, detestano colui chi si dà aria solenne e d’orgoglio). Mi trovo in spiaggia, con l’edizione di Bresciaoggi, quando leggo che la Giunta flerese, certamente ubriaca dall’euforia, propone l’intitolazione dello stadio a Pirlo e, una volta rientrato in albergo, tra un commento e l’altro con alcuni turisti-ospiti, la reazione di quest’ultimi è stata scettica. Nessuno ammette che è cosa corretta, anzi quasi nessun commento se non un qualche perplesso affermare come “Ma sì, andrebbe anche bene, però…”, “Se a Flero vogliono far questo…”; un modenese, addirittura proclama nel suo dialetto intuibile un… “Già morto!”.

A quel punto, il mio alter ego assume una posizione “screanzata” a indirizzo della Giunta flerese; l’euforia che l'ha colpita la sera della vittoria mondiale è pur considerata, ma l’intelligenza poliedrica s’è rovinata col proporre la targa a un essere vivente. Lancio il mio primo Sms rilevante, e mai lo avrei creduto pernicioso dopo una specie di scaricabarile con alcuni lettori, tra cui pure un riconoscibile cugino di Andrea. Di ritorno a casa, e tra i “tiremmolla” di amici e conoscenti, ho preferito dare delucidazione in una lettera edita il 21 luglio, dove “recito” che sarei stato d’accordo a una festa di gala a favore del beniamino, ma che però non ci si doveva intestare la targa perché avrebbe offerto, all’opinione pubblica, l’effetto sensazionale in onore a uno scomparso. Chissà quante persone tra la perplessità di tale decisione o del caso ironico.

Dopo un lungo periodo di silenzio, il mio fegatoso alter ego m’impone un nuovo invio Sms datato 12 settembre: di lì altri falotici messaggi da fantomatici lettori. Non spiace a me dichiarare “Flero, paese zimbello”; molti bresciani saranno stati favorevoli per l'esposizione dell’obbrobriosa lapide e si tengano pure la gioia, ma sono anche convinto che molti avranno pensato al contrario (non credo essere il solo nella Provincia). La targa all’ingresso dello stadio, purtroppo, è nata: la contesterò eternamente, e non disturberò nessuno finché mi sarà possibile. Che la Giunta non progetti anche l’intestazione di una strada al calciatore… Concludo: le espressioni alla mia persona (“parli a sproposito”, “incapace di apprezzare”, “farneticazioni da persona complessata”, ecc.) descritte negli Sms da anonimi e da burloni identidicati, sono da me tutte ripudiate; a ciascuno una carota in bocca.

Flero ha così il suo stadio rozzo in onore al grande campione. Certamente, a ogni mia camminata mattiniera o pomeridiana, mi soffermo davanti alla lapide per una breve preghiera. Leggendo “Andrea Pirlo” campione del mondo 09/07/2006” sarà tutta una sensazione nel ricordo di uno scomparso.

Eterno riposo, dona a lui, Signore, e gli splenda la luce perpetua; riposa in pace.

Venite a vedere la lapide dedicata a Pirlo, voi che piangete tanto, venite a lui, voi che tanto soffrite, sanno quegli occhi suoi che cos’è il pianto, sa quel suo cuore tutte le ferite. Venite alla sua lapide, venite a lui, voi che passate in fretta, egli mai s’allontana e sempre aspetta. Amen.

Bresciaoggi del 16 ottobre medesimo anno; ho inviato un altro Sms: “Ai non fleresi. Se desiderate ammirare la targa premio ad Andrea Pirlo non cercatela presso l’ingresso pubblico dello spiazzo mercato, ma entrate in una stradina di scarsa veduta riservata ai soli frequentatori lo stadio, oltrepassate un recinto e con buon occhio la … “centrate”. Non confondetela come reperto funebre”.

Il giorno successivo, un/una misterioso/a idiota "spara" a me nel suo Sms: “…rosica Gianmarco, rosica… brutta bestia l’invidia! W Andrea Pirlo”.

Fatti muto, pappagallo/a senza penne! Nessuno ha capito la mia espressione; già in una lettera (sopra menzionata) e in uno sms del 26 settembre, ho descritto quanto favore per un grande evento dedicato ad Andrea, ma senza quella targa “da cimitero”.

I miei capricci terminano definitivamente con un Sms inviato a Bresciaoggi e pubblicato il 18 dicembre 2008: “Desenzano ha saputo intitolare lo Stadio comunale al compianto ex patron dell'Ac locale, F. Ghizzi. A Flero suona ancora male lo Stadio dedicato a Pirlo quando ancora penso che la migliore “dedica” andava a Davide Anni, calciatore e amico di Andrea, scomparso tragicamente a 14 anni.

 


Gianmarco Dosselli pubblicato il 23.08.2021 [Testo]


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