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Viaggi e avventura

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Godiamo la città

A zonzo fra monumenti e cibo

La nottata nelle poltrone del traghetto ed il vagabondare nella torrida mattinata palermitana avevano già minato le nostre scarse resistenze ma il poco dietetico pranzo ci ha dato l’abbiocco finale (abbiocco termine gergale indica la sonnolenza soprattutto post pranzo). Mercato di BallaròScegliere di mangiare a Ballarò (noi da Orazio) significa immergersi comunque nella realtà locale anche se annacquata dall’ormai dilagante turismo di massa, basta un dettaglio un momento di distrazione dal business per far emergere le caratteristiche veraci dell’oste. Noi abbiamo scelto cazzilli, pane, panelle, sarde al beccafico e qualcos'altro che non ricordo, accompagnati da una fresca birra (o due?) non propriamente indicata nell’ora più calda, ma che fai te ne privi?  I cazzilli sono crocchette di patate e le panelle sono frittelle di farina di ceci, ah si ora ricordo anche dei meravigliosi involtini di melanzane, wow da sballo!

Per rientrare al B&B, dove avevamo mollato i bagagli la mattina, ci siamo avventurate nel percorso più lungo alla ricerca del bar dal caffè strepitoso, ahimé chiuso, ed anche per evitare stradine non propriamente “turistiche”. Arrivate a destinazione usciamo le ultime energie residue per raccattare i bagagli e fiondarci in camera per un meritato riposo. La stanza è piccolina ma moderna e con un meravigliosa cabina armadio a vista dove schiaffare tutti i bagagli già troppo frazionati per farli stare meglio nella piccola utilitaria, il nostro coraggioso mezzo per l’avventura on the road. Tempo di una doccia e non si capisce più chi inizia a russare per prima.  
Siamo in vacanza, vogliamo vedere tante cose, vogliamo dormire e dovremmo anche fare almeno una traccia del percorso… forse! Ci decidiamo ad uscire e puntiamo decise verso le numerose bellezze di Palermo: il cibo!

Teatro MassimoEdicolaTeatro PoliteamaGli occhi si beano della vista del Teatro Massimo e le deliziose edicole in legno, ma dopo l’estatica immagine del Teatro Politeama cediamo al potente richiamo dello “Storico caffè Spinnato, dal 1860” nella strada pedonale Principe di Belmonte. Ci spariamo granita, caffè, cannolo e altre amenità comodamente sedute in un tavolino all’aperto, il nostro low cost è relativo.  Ci alziamo malvolentieri e puntiamo verso il porticciolo, non propriamente dietro l’angolo.

Quartiere VucciriaPassiamo per la Vucciria, antico rione palermitano, sempre più turistico e pieno di locali con tavolini all’aperto. Questa è la contraddizione dei centri storici delle nostre città, da una parte il turismo porta ad una loro riqualificazione e nuova vitalità, dall’altra li trasforma in perenne zona turistica svuotata del significato dell’ordinaria vita quotidiana. Gli abitanti sempre più ridotti a dei figuranti e pazienti dispensatori di informazioni di ogni genere.

Vecchie abitazioni rimaneggiateIl fronte porto è veramente interessante fra fantasiosi ed un po’ rovinosi riadattamenti di vecchie abitazione, la chiesa normanna Santa Maria della Catena ed il famoso murale di eroi del nostro tempo “Falcone e Borsellino”.Murale di Falcone e Borsellino

Lisca BiancaPrima di partire avevamo visto un documentario su Palermo che parlava diffusamente della gloriosa barca a vela Lisca Bianca recuperata con una sorta di crowdfunding. La storia di un piccolo veliero che prima di essere ridotto in rovina aveva solcato tutti i mari ci aveva appassionato ed avevamo immaginato di ribattezzare anche la nostra bianca macchina con lo stesso nome. Idea fortunatamente abbandonata, ma comunque ci sembrava potesse rappresentare il nostro viaggio “in divenire” o per meglio dire improvvisato. Trovarcela davanti ormeggiata nel porticciolo ci ha un po’ esaltato e commosso. Purtroppo nessuno in coda per utilizzarla, nessuno presente per presentarla. E’ una domenica di agosto, probabilmente il suo naturale posto sarebbe in giro a scarrozzare turisti curiosi della sua storia. Ci facciamo uno dei rari selfie (non ne siamo appassionate) e proseguiamo. 

Lasciato il porticciolo continuiamo verso il lungo mare detto Foro Italico, in gran parte recuperato e purtroppo anche già vandalizzato.
NautoscopioMa una strana struttura attira la mia attenzione: una scatola trapezoidale appesa ad un grosso palo. Sembra una sorta di camera con vista sul mare, oppure una struttura d’avvistamento sull’albero maestro di una gigantesca baleniera. Mi impunto, voglio capire cos’è. La mia amica annoiata prosegue, forse ha ragione lei. Ma sono troppo curiosa e scoprire la sua funzione diventa per me essenziale. Non vedo console anche se potrebbe essere la strategica postazione del DJ per feste o manifestazioni sonore. Alla fine trovo il cartello di spiegazione e quasi ne resto delusa nonostante avvalori una delle mie ipotesi, si tratta di una opera d’arte del 2009 di Giuseppe Amato detta NautoscopioNautoscopio, “...un’utopia realizzata, una casa/osservatorio rotante su mare e città” come recita la scritta.  La delusione è che nessuno "se la fila" e non c’è nessuna indicazione per un eventuale utilizzo. Rincorro l’amica (detta Lella per la privacy) già lontana, forse queste cose parlano solo al mio di lato infantile.

Foro ItalicoIl Foro Italico riqualificato è diventato un ritrovo popolare per svagarsi e rilassarsi secondo i propri gusti e tasche, prati per giochi in libertà e area giochi attrezzata e recintata per bimbi ed amanti del fitness, o semplicemente perditempo come noi in questa situazione. Qui è anche possibile rendersi conto delle tante etnie e culture che popolano il capoluogo siciliano, a me sembrano molte di più in percentuale rispetto alle altre città italiane. Purtroppo spesso ciascuna appare isolata nel suo gruppo d’appartenenza, un folto gruppo di ragazzi pakistani o bengalesi (difficile per noi stabilirlo come per loro distinguere italiani dai francesi) giocano a calcio rigorosamente fra di loro ma travolgono chi disgraziatamente si trova nella loro traiettoria come qualsiasi altro esaltato maschio di qualunque stirpe o età.

Fotografo anche gruppi di donne velate, ma non ne sono convinta. Ancora fotografare la gente mi crea problemi. Gli effetti di una educazione rigida si fanno sentire, mi sento in colpa e le foto non vengono un granché. Eppure chissà in quante immagini sparse nel mondo e nei social compaio a mia insaputa, sicuramente mai al meglio. La giornata festiva agostina probabilmente porta i palermitani DOC al mare, fra i tanti idiomi mi sembra di sentire poche voci con accenti locali. Ci sediamo anche noi a guardare il mare ed i pescatori sui frangiflutti (strutture a barriera delle onde). Uno di questi ascolta della musica araba. Deve avere una grande fiducia sulle sue esche, oppure è una musica che incanta i pesci. È la prima volta che vedo un pescatore con la radiolina, quelli che conosco io ti zittiscono anche solo se pensi di parlare.

PNautoscopiorima che venga giù il sole abbiamo da trovare Piazza Marina dove c’è il giardino con le grandi magnolie. Almeno questo è quello che desidero io, la mia amica sta già pensando al percorso per portarmi in un posto dove cenare, sceglierà divinamente! Di lato alla piazza il carro per la processione di Santa Rosalia sembra un po' in castigo.

L’Antica Focacceria di S.Francesco in via Alessandro Paternostro mi fa conoscere una delle specialità sicule: “pane ca meusa” cioè pane con la milza, una apoteosi per il mio palato. Purtroppo questo primo assaggio consiste in un paninetto di troppe modeste dimensioni, quello abbondante lo prenderemo al ritorno prima di ripartire. La mia amica ha insistito perché provassi lo sformato tipico del locale, ma io sono prevenuta con il genere “sformato”. Mangio tutto ma se avessi saputo della bontà di “pane ca meusa” non avrei voluto altro. Crocchette, arancini e birra hanno degnamente soddisfatto palato e pancia ma anche tolto ogni possibilità di chiedere un supplemento del cibo diventato subito per me il numero uno. Per la cronaca lei era estasiata dallo sformato, anche io l’ho trovato buono ma non è il mio genere preferito, non fatevi influenzare dalla mia idea preconcetta: "non mangio sformati in ristorante". Anche io ho pregiudizi! 

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Marina Hiker pubblicato il 25.09.2019 [ Viaggi ]


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